Excusatio non petita

Ho postato il post precedente sull’onda dell’emozione e della rabbia e della paura.Sono ancora triste e arrabbiata e ,soprattutto, spaventata;ma ho scritto un commento eccessivo e che può essere male interpretato, nel caso mi scuso con chi si possa essere sentito offeso e lo rimuovo perchè in realtà non mi rappresenta.Continuo a pensare che sia estremamente duro da tollerare per chi è credente che la propria fede sia manipolata e utilizzata per giustificare atti ignobili, e che chi non rispetta la vita ha una posizione antipodica rispetto a chi si definisce religioso ma penso anche che i crimini dei terroristi non si discostino da questo genere di atteggiamento qui ( http://spersanelletere.com/2015/01/13/17/) che mi è purtroppo molto più familiare e questo onestamente mi fa schifo.

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E a proposito di scippi (1)

Rimando alla lettura di questo post di IOME per me illuminante riguardo la questione dell’articolo 18,e per chi non avesse la pazienza di leggersi tutti i commenti ,nei quali vengono sviluppate ulteriori questioni riporto questa chiosa che mi riguarda da vicino “il rapporto della CGIA di Mestre sarà senz’altro attendibile, ma come tutte le statistiche, è strettamente connesso alla base prescelta. Vale a dire la tipologia di contratto. Ne restano forzosamente escluse tutte le ‘finte’ partite IVA, cioè tutti quei povericristi che, se vogliono lavorare emettono regolar fattura. Come individuarli, in un mondo di furbi? Eh, insomma, i poveretti che hanno un monocliente, un reddito da call center e un’età tra i 25 e i 40 son buoni indiziati. Poi mancano tutti coloro che lavorano con contratti atipici. E in ultimo, moltissimi dipendenti del segmento edilizia ed agricoltura, dove si perpetrano i peggiori abusi.” Vogliamo aggiungere qualcosina sugli studi di settore non congrui al reddito  per l’agenzia dell’entrate? e sui criteri di calcolo dell’ ISEE ? E sulle graduatorie per accedere agli asili nido? Mi stai uscendo fuori tema,mi direte, ma sono tutti evidenti indicatori del totale scollamento tra ciò di cui si discute in politica e la realtà,cioè quello di cui la politica si dovrebbe occupare.

Il lutto ai tempi dei social network

Ricevo una telefonata dalla ziadimilano del condottiero, parliamo del più e del meno, come stai, che fanno i bambini ,quando vai in ferie.
Terminate le chiacchiere standard, mi fa a bruciapelo ,che le circonlocuzioni non sono esattamente il suo forte, “ma lo sai che sulla pagina facebook del condottiero continuano a scrivere frasi bellissime ogni mese i suoi amici ? e anche io ogni tanto le leggo e mi sento meglio e pure nonna bambina, e insomma che bello mantenere vivo il suo ricordo su facebook è un pò come andare al cimitero. ”
No non lo sapevo, o meglio lo immaginavo ma avendo in orrore i cimiteri reali, il virtuale anche no grazie…ma poi, vuoi la curiosità, vuoi beviamo l’amaro calice, sono andata a guardare.
E eccomi qui depressa e incazzata,perché ho passato con il condottiero tutti i giorni della nostra vita negli ultimi diciotto anni e TUTTI quelli che postano commenti strazianti su facebook , fatte salve la ziadiMilano,nonnabambina ,lasorellinaDSM-IV e pure su di loro ce ne sarebbe da dire, io non li ho MAI visti , ma MAI.
Dove cazzo eravate? E soprattutto dove cazzo siete? Se non lo avete visto, se non ci avete parlato, se non conoscete me, se non conoscete i suoi figli, chi è che vi manca? ma vaffanculo…..
Mi vado a fare una camomilla.

Alors on dance

Rientro or ora da una meravigliosa festa al parco della mia nipotina più grande la primogenita di Cipresso,l’amica da sempre di Ciondolino.
Non ho la capacitá di descrivere come sto, nè perchè sia ritornata a casa in questo stato, posso solo dire che quelli che biologicamente dovrebbero essere i miei alleati in questo momento mi stanno letteralmente facendo cagare sangue, e francamente mi sembra che rientri nella definizione di cattiveria. Mai nella vita avrei pensato di pensarlo ma menomale che è arrivata Nonna bambina.

Equi e Solidali

Ieri pomeriggio sono andata a prendere Ciondolino a scuola, gli avevo promesso che saremmo andati a vedere “Cattivissimo me 2”.Arrivo in anticipo, nell’orda di mamme all’entrata, e ne approfitto per salutare la maestra ,come da manuale della mamma lavoratrice con complessi di colpa, e chiederle notizie del mio pargolo. Nel mentre ,nel caos generale, si forma un capannello di voci allarmate, qualcuno si sente male. E’ un bambino? No fortunatamente (?) è solo una tata sudamericana , quindi tre quarti dei genitori presenti se ne va, i rimanenti ,me compresa, si fanno prendere dal panico perché è evidente che la donna a terra sta malissimo, prima sembra avere una crisi epilettica, poi smette di respirare. Nessuno sa cosa fare, tra le centinaia di persone nel cortile non c’è un medico, l’unica mamma che so che è infermiera oggi non c’è ,è venuto il papà che però comunque sa che fare si mette a terra e per gli interminabili 20 minuti che ci vogliono perché arrivi l’autoambulanza le pratica il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, da solo. Arriva l’ambulanza, la donna respira, la caricano , via.

Stamattina andiamo a scuola, incontro il rappresentante di classe e gli chiedo “ma è possibile che in un istituto con materna, elementari e medie non ci sia un presidio medico fisso?”  non mi dice “ma sei scema o ci fai?” perché è molto gentile, ma mi fa notare che se dobbiamo dare soldi per comprare la carta igienica è perché i tagli negli ultimi anni sono stati drastici. E se un bambino si fa male o si sente male? Il personale della scuola è addestrato al primo soccorso. Ok e allora perché ieri nessuno della scuola ha soccorso la donna per terra? Chiediamolo! Andiamo dalla preside e chiediamo. La risposta mi ha agghiacciato: il personale non è tenuto ad occuparsi di persone che non siano i bambini.

Io penso che si possa parlare di omissione di soccorso e che se ad andare per terra fosse stata una mamma “bianca” il personale se ne sarebbe occupato, io so che ieri almeno un centinaio di bambini ha visto “i grandi” impotenti se non indifferenti di fronte ad una persona che stava male, ma che tanto era una tata. E sta cosa mi fa schifo.

La tata adesso è in coma, se non ci fosse stato il papà sarebbe morta. Penso che mi iscriverò ad un corso per il primo soccorso.

 

 

Una piccola storia ignobile

Come avevo già accennato quello che mi stronca è il fuoco amico, e per fuoco amico non intendo le battute infelici o la pochezza del “padre” del condottiero, né le “defaillances” di Nonna Bambina, né i comportamenti evasivi di alcuni (pochi) amici.Queste sono cose che c’erano anche prima e che ora mi lasciano totalmente fredda tuttalpiù mi rompono le palle, perché reagisco (eccome se reagisco, pure parecchio violentemente) e i “chiarimenti” di solito non cambiano nulla, ma sticazzi e si passa oltre!
Il fuoco amico è sostanzialmente mio fratello, con le sue inopportune tardive rivendicazioni nei confronti miei e soprattutto di nostra madre, che ci ama e ci ha SEMPRE amati entrambi tantissimo, ma oltre a lui ogni tanto arriva un attacco esterno che mi coglie completamente impreparata.
Il peggiore è arrivato dal medico dell’assistenza domiciliare (Cure palliative) ed è stato totalmente inaspettato.
Quando a Bologna mi dissero che avrei dovuto allertare un Hospice per la terapia del dolore io,completamente intronata dalla valanga di notizie di merda, non chiesi “che minkia è?” In modo da essere preparata ,ma solerte chiamai il medico di famiglia a Roma e fissai subito un appuntamento non appena fossi rientrata.
Qui va fatta una precisazione, il condottiero non vuole sapere come stanno le cose, vuole sentirlo da me, per avere un’idea chiara della situazione basterebbe che si leggesse il referto dell’ultima Tac e non l’ha mai fatto ,l’ha data a me e mi ha chiesto “cosa c’è scritto?” e io ho detto quello che mi sembrava giusto poi ho parlato con i medici che l’hanno curato finora e mi hanno assecondato, io non ho codici deontologici da rispettare me la vedrò con la mia coscienza ma sono convinta che l’eccesso di informazione nel nostro caso possa fare solo peggio.
Forte (?) di questa decisione mi sono recata all’appuntamento nell’hospice in compagnia di un’amica che purtroppo già conosceva l’associazione. Siamo state accolte da due operatori che ci hanno spiegato che cosa avrebbero fatto per noi tutti (sottolineo tutti perché hanno insistito sul sostegno a tutta la famiglia) io ,da parte mia, ho messo come conditio sine qua non che al condottiero non venissero date informazioni aggiuntive a quelle che già aveva se non su sua esplicita richiesta , certo non c’è problema.Dopo un paio di giorni sono stata contattata dal medico del team per il primo appuntamento ho ribadito la mia richiesta e sono stata rassicurata , allora ho spiegato al condottiero che sarebbero venuti medici ed infermieri per la terapia del dolore e lui ,che dopo la prima operazione alla gamba è stato a lungo senza poter camminare e che quindi ha già usufruito dell’assistenza domiciliare, non si è allarmato più di tanto.
All’appuntamento si sono presentati in tre, un medico, un’infermiera ed un operatrice sanitaria. La prima cosa che ha fatto il medico entrando mi ha chiesto di vedere la tac, premetto che io avevo consegnato una copia di tutto il giorno del colloquio, sudando freddo gli do il referto.
Lui ,vedendo il panico, non commenta ma dice al condottiero ” ma come fai a stare ancora in piedi?” Fico eh? Vabbè grazie al cielo la maledetta visita finisce con grande disappunto del medico che scopre che il condottiero non solo sta in piedi ma va anche in bici, sta facendo una chemio orale e insieme anche la cura del vischio.
‘Sta cosa non so perchè lo fa incazzare e alla seconda visita (che visto che loro arrivano quando gli pare avviene in mia assenza) spiega che loro prendono in carico ” solo i malati terminali” e che il fatto che lui si stia ancora curando è fuori dalle regole. Quando torno a casa il condottiero mi racconta di questa edificante conversazione e mi chiede spiegazioni io ,con la faccia di bronzo che due anni di batoste mi hanno donato, raffazzono una supercazzola, sorrido, ceniamo.
Dopodiché mi chiudo in bagno e telefono al medico ,incazzata come un’ape lo ammetto,e gli chiedo il perché di questa uscita. La risposta la cito testualmente ” Cosa credi che tuo marito sia un cretino? Credi che non abbia capito?”. Io vorrei saper raccontare quanto questa frase mi abbia fatto stare male, come abbia dovuto ricorrere a risorse che non ho più per dirmi che una persona che ci ha visto in tutto due ore non può assolutamente sapere come sono le cose ,che non ci conosce, che non capisce un cazzo , fatto sta che lo diffido a presentarsi di nuovo a casa nostra finchè non ho chiara la posizione dell’associazione.
Nuovo appuntamento,stavolta col responsabile sanitario, nuove rassicurazioni, scuse. Fino a giovedì scorso.
Siccome il condottiero ,a dispetto dell’evidenza medica ,continua a camminare e deve fare le analisi del sangue ogni due giorni giovedì siamo andati a farle. Caso ha voluto che il team, sempre senza preavviso, sia passato e non lo abbia trovato a morire così come da precise indicazioni terapeutiche. Da li il delirio, telefonata isterica del medico che ci dice: “mica potete fare come vi pare” (manco fossimo andati all’ikea) ” mi trattate come l’ultima ruota del carro ,non mi è mai capitata una come te (stronza?)” lo sai che seguo un bambino di otto anni che sta morendo?” Sono rimasta di sasso, contrariamente alla coattaggine che mi sale quando mi aggrediscono, non mi sono neanche incazzata gli ho semplicemente detto che non era il caso che si occupasse più di noi anzi ,da profana, doveva cercare qualcuno che aiutasse lui. Poi ho chiamato il responsabile e gli ho chiesto se ,dati i miei contrasti col dottore, era possibile che qualcun’altro ci seguisse dopodichè ho cominciato a piangere ,vergognandomi un sacco. Detto fatto ora c’è una dottoressa che per ora si limita a visitare il condottiero. E vorrei poter dire che è acqua passata ma veramente ogni giorno mi chiedo cosa ho fatto per farlo incazzare così.