Disegnami un albero

La guerra si può vincere o perdere, la pace si può solo perdere. Questa frase mi è rimasta in testa anche se non so se sono d’accordo, in fondo la pace si può anche trovare.In questi giorni col condottiero si affrontano leggermente temi che pesano come macigni. Il tema per eccellenza è come reagiranno i bambini, e principalmente Ciondolino,anche se la psicologa che ci sta seguendo ci ha tenuto a sottolineare che anche Casimira capisce tutto. Cosa dire a Ciondolino e soprattutto come? Come si spiega a un bambino la morte di un genitore? Come si fa a fargli capire che la colpa non è sua che non é stato punito perché cattivo? Cosa ha giá capito? Tutto quello che so ad oggi è che devo fargli disegnare un albero.

A cosa pensi?

Ho capito una cosa, stare male è faticoso, più di fare finta di stare bene. Le persone che stanno male alla lunga rompono i coglioni, ti costringono a fare i conti col fatto che non sai aiutarle, coi sensi di colpa, e così ho adottato un modus rispondendi (?) e quando mi chiedono “Come sta?” rispondo “così così, benino…” e si passa oltre senza dover snocciolare dettagliati bollettini medici.

Ma adesso non so più che rispondere perché un giorno sta benino ed il giorno dopo malissimo, poi forse di nuovo benino e malissimo ;così non rispondo quasi più e il fatto che non parli (nessuna nuova buone nuove?) ha creato una sorta di bolla di tranquillità (di tutti gli altri) intorno a noi. Questo fino a oggi. Adesso anche il condottiero ha capito e sta malissimo ed ha paura e e io sono accanto a lui nel nostro letto e mi guardo da fuori chiedendomi chi cazzo è questa che non piange e non ha paura o ne ha talmente tanta che non la riesce a sentire, e mi domando cosa fare e so che non posso fare un cazzo solo stare qui e accarezzarlo e promettere a lui,a me e soprattutto ai nostri figli che non perderò tempo a cercare di capire perché.
A nulla non penso a nulla.

Oggi mi sento bene

Mi telefona mentre lavoro e questo già è strano, di solito è in coma fino al pomeriggio, parliamo di gestione nani e gatti, chi prende Ciondolino, chi porta ai lupetti, chi compra il latte. Ma qualcosa rimane sospeso, non riattacca e lui di solito è laconico fino al mutismo. Poi la butta là: “In realtà volevo dirti che oggi mi sento bene!”. Vorrei dirgli che sono felice e lo dico e lo sono; ma suona forzato, la verità è che ho paura.