Scusami mamma

Durante la malattia del condottiero , tra i miei patteggiamenti con Dio c’era anche “facci arrivare entrambi ai vent’anni di Casimira e poi fai come ti pare” visto che per la mia personale esperienza e le mie discutibili convinzioni perdere un genitore a vent’anni , o giù di lì, è qualcosa che riesci a controllare perché arriva in un momento della tua vita in cui comunque sei pieno di risorse, ti senti invulnerabile e il tuo slancio vitale è tale da contrastare anche le peggiori catastrofi.

Per me…

Poco prima che morisse mio padre,ho pensato spesso che avrei potuto fare a meno di lui, che se fosse morto non sarebbe stato poi così grave,d’altra parte pensavo anche che se fossi morta io non sarebbe stato poi ‘sto danno.

Ma mi hanno spiegato in seguito ,anche per lenire l’atroce senso di colpa che ho provato, che cullarsi e giocare con l’idea della morte è caratteristico dell’inizio dell’età adulta o meglio della fine dell’adolescenza, certo è che da allora non ho più giocato, mi sono limitata ad aspettare cercando di convivere con la paura. Un’altra cosa che credo di aver pensato è “fammi crescere i miei figli fino a quando avranno bisogno di me” sono sicura che questo è stato lo stesso pensiero di mia madre quando ha perso mio padre. Da allora sono passati venticinque anni e ancora non può riposarsi, il che non significa lasciarsi morire ma pensare che la sua assenza non sia una catastrofe,riposarsi dal peso della responsabilità della vita dei suoi figli.Mia madre da tre anni ormai è di nuovo in prima linea e io sono tornata ad essere inesorabilmente figlia,bisognosa, dipendente perchè a mia volta responsabile,e perchè da sola con il mio lavoro non ce la posso fare.

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Approfittiamo del fatto che c’è il sole, che sono sola con Ciondolino per il ” nostro” mezzo we in tête à tête ,e che dovremmo cominciare a fare i compiti ma nessuno dei due ne ha voglia, per un post amarcord sulla mia famiglia di origine,cioè NonnaSperanza e mio fratello Cipresso.
Si era nei primi anni Novanta, Cipresso si era appena messo con la sua attuale compagna Strafe, di origini teutoniche e quindi nell’immaginario criptoterronico di NonnaSperanza di liberi costumi.
Stiamo parlando di due ragazzini di manco vent’anni, ma si può dire,a parziale giustificazione di mia madre, che mio padre era morto da relativamente poco senza affrontare con mio fratello l’argomento relazioni con l’altro sesso e ,soprattutto, metodi contraccettivi.
Per farla breve, arriva l’estate e Cipresso annuncia che andrà in vacanza in Spagna da solo con Strafe. Nonna Speranza incassa il colpo, finge acquiescenza, sorride perfino e attende che Cipresso si allontani. Una volta al riparo dalla possibilità di essere sentita viene in camera mia dove si tiene la seguente surreale conversazione.
NS ” lo hanno fatto?”
Io ” Eh?”
NS ” lui ti ha detto se l’hanno fatto?”
Qui va aperta una parentesi, mia mamma è fantastica e io l’adoro, ma è l’esatto contrario della mamma,amica,compagna che bello ti porto prima dal parrucchiere e poi a fare shopping intanto ci facciamo due chiacchiere tra donne, se proprio dovessi darne una descrizione sommaria è più il tipo Guglielmo da Baskerville meno speculativa e più pragmatica,con lei fai cose pratiche ,parli di cose intelligenti e per Natale ha voluto uno sverniciatore a caldo.
Io ” Mamma mi stai chiedendo se Cipresso è vergine?”
NS ” Ma ti pare? Certo che no! Ė vergine?”
Io ” penso di si, ma che cambia?”
NS ” che cambia dici? E ora come si fa?”
Io ” come si fa cosa?”
NS ” a spiegargli come si fanno i bambini ( giuro ha detto così, ma solo perchè dire fare l’amore a me che allora avevo “solo” ventidue anni non era nelle sue possibilità, la prima volta dal ginecologo mi ci ha portato mia zia e avevo diciott’anni, Benedette le amiche ” sveglie” degli scout).
Io ” Mamma stai scherzando?”
Ns ” no senti ti prego parlaci tu, anzi vai in farmacia e compra TRE confezioni di profilattici, glieli mettiamo nello zaino”
Io” tu sei matta! Io non ci vado in farmacia a comprare i profilattici, giá mi vergogno quando servono a me!”
Ns ” perchè tu…. Già ne hai comprati?”
Io ” vabbė vado.
E fu così che mio fratello e la sua fidanzatina passarono un’intera giornata nella caserma di un paesino vicino a Granada per aver tirato gavettoni fatti con i preservativi pieni d’acqua dalla finestra dell’albergo.
E ora i compiti

Ma devo dire anche porco?

Due settimane di merda…e non solo metaforicamente.La settimana scorsa si è intasato il bagno , di notte, durante l’influenza intestinale di Ciondolino, ciò che era nel water è risalito per lo scarico della doccia, e non dico altro. La mattina appena è arrivata Mimì sono andata a comprare la soda caustica col solo risultato di sciogliermi i jeans. Mentre ero per strada con il magone e una vocina che mi diceva ” sei solo una donnicciola non ce la farai mai! Chiama tuo fratello” e il dito già sul numero di mia madre sono stata folgorata come San Paolo e ho realizzato “Sono un architetto conosco almeno dieci idraulici ma che cazzo frigno” la sera stessa era già tutto a posto.
Stramane ci svegliamo nel buio e al freddo, la luce è saltata, penso di aver fatto male i conti e vuoi vedere che la lavatrice è partita prima che finisse la lavastoviglie? Impreco il giusto, lascio Casimira con Ciondolino scendo ai contatori della luce tutto nel buio e arrivata al piano terra mi accorgo un attimo prima di caderci dentro che il sottoscala dove sono i contatori è completamente sommerso dall’acqua. Chiamiamo i pompieri al 115 ma è occupato( OCCUPATO!?!!!!!).Chiamo l’ amministratore e cercherà di fare il possibile intanto la giornata di lavoro è saltata e il contratto salvastudio ancora non è stato firmato ma quello che è peggio è che non mi arrabbio mai, mai, mai tranne che con mia madre ( che rinominerò Nonna Sparta per come mi ha educata e perché minimizza sempre) e con questi due poveri bambini. cazzo però se fa freddo….
Il post è di venerdì la luce me l’hanno rimessa oggi pomeriggio.Abbiamo passato il we da Nonna Sparta diciamo che è stato “formativo” per il mio carattere ma sono riuscita a tenere a bada Mammacattiva ed è giá un buon risultato ,l’unico per ora …ah no sono riuscita ,grazie alla tigna che mi ha fatto restare un ora e un quarto in attesa dell’operatore ,a segnalare all’Acea che era affogato il contatore e a far rimettere la corrente.

Le Mamme

Le mamme in guerra hanno parecchio da fare,e questa purtroppo è una guerra che le vede sole in prima linea accanto al condottiero. La mia grande alleata è nonna Speranza ,la mia inossidabile mamma che invece di godersi il meritato riposo a settant’anni si trova a dovermi sostenere in tutti i modi,unica,insieme alla mia portaerei di cui parlerò in seguito, valvola di sfogo delle mie paure,dei miei pianti e in genere dei miei momenti di sconforto.
Poi c’è nonna Bambina, la mamma del condottiero, che malgrado tutto anche nel panico che ci accomuna non riesco a farmi piacere, ma che mi fa veramente pena.
Infine ci sono io che oltre che compagna del condottiero sono la mamma dei nostri bambini.
Non auguro a nessuno,mai, di trovarsi in una di queste tre posizioni; la guerra fa schifo