E’ arrivata la bufera

Come si temeva l’insieme di Natale, bambini in libertà, Capodanni, frequentazione forzata di parenti vari e, non ultimo, un’improvvida uscita con gli amici di sempre, nel solito posto, durante la quale ho realizzato che ,dopo che per una vita sono potuta uscire “single” o con il condottiero a seconda degli umori o delle occasioni, ora la scelta è tra sola o con degli improbabili imbarazzatissimi succedanei, ha liberato la scimmia. Per carità nessuno si azzarda a propormi apertamente dei rimpiazzi (tranne il mio capo, con il quale però non mi riesco ad incazzare tanto il suo palese paterno affetto nei miei confronti è proporzionale all’incapacità di gestirlo) però un bel finale ci starebbe tutto che sono due anni che si vive nello strazio e si sa la vita deve continuare.

Ma il colpo di grazia ,come al solito, arriva dal fuoco amico e stavolta è stato mortale anche se non del tutto inaspettato, Nonna Speranza ha momentaneamente dato forfait, si è rotta le palle, ha la sua vita e il fatto che io in questi due mesi non abbia dato di matto le ha fatto pensare che il peggio è passato. Il risultato è stato un terribile w.e. lungo da sola con i bambini culminato in un pesantissimo pranzo in famiglia, con il  mio empaticissimo fratello e famiglia  e zii e cugini vari durante il quale ,ca va sans dire, ho fatto come se nulla fosse “triste io?figuriamoci!”

Non riesco bene a definire il misto di sconforto ,senso di sconfitta, rabbia, desolazione di fronte all’incapacità di riuscire a chiedere aiuto e a farmi aiutare ,io che sono sempre stata fiera di me ,del mio lavoro, della mia famiglia. Ci dovevo passare, ci sto passando.