Una piccola storia ignobile

Come avevo già accennato quello che mi stronca è il fuoco amico, e per fuoco amico non intendo le battute infelici o la pochezza del “padre” del condottiero, né le “defaillances” di Nonna Bambina, né i comportamenti evasivi di alcuni (pochi) amici.Queste sono cose che c’erano anche prima e che ora mi lasciano totalmente fredda tuttalpiù mi rompono le palle, perché reagisco (eccome se reagisco, pure parecchio violentemente) e i “chiarimenti” di solito non cambiano nulla, ma sticazzi e si passa oltre!
Il fuoco amico è sostanzialmente mio fratello, con le sue inopportune tardive rivendicazioni nei confronti miei e soprattutto di nostra madre, che ci ama e ci ha SEMPRE amati entrambi tantissimo, ma oltre a lui ogni tanto arriva un attacco esterno che mi coglie completamente impreparata.
Il peggiore è arrivato dal medico dell’assistenza domiciliare (Cure palliative) ed è stato totalmente inaspettato.
Quando a Bologna mi dissero che avrei dovuto allertare un Hospice per la terapia del dolore io,completamente intronata dalla valanga di notizie di merda, non chiesi “che minkia è?” In modo da essere preparata ,ma solerte chiamai il medico di famiglia a Roma e fissai subito un appuntamento non appena fossi rientrata.
Qui va fatta una precisazione, il condottiero non vuole sapere come stanno le cose, vuole sentirlo da me, per avere un’idea chiara della situazione basterebbe che si leggesse il referto dell’ultima Tac e non l’ha mai fatto ,l’ha data a me e mi ha chiesto “cosa c’è scritto?” e io ho detto quello che mi sembrava giusto poi ho parlato con i medici che l’hanno curato finora e mi hanno assecondato, io non ho codici deontologici da rispettare me la vedrò con la mia coscienza ma sono convinta che l’eccesso di informazione nel nostro caso possa fare solo peggio.
Forte (?) di questa decisione mi sono recata all’appuntamento nell’hospice in compagnia di un’amica che purtroppo già conosceva l’associazione. Siamo state accolte da due operatori che ci hanno spiegato che cosa avrebbero fatto per noi tutti (sottolineo tutti perché hanno insistito sul sostegno a tutta la famiglia) io ,da parte mia, ho messo come conditio sine qua non che al condottiero non venissero date informazioni aggiuntive a quelle che già aveva se non su sua esplicita richiesta , certo non c’è problema.Dopo un paio di giorni sono stata contattata dal medico del team per il primo appuntamento ho ribadito la mia richiesta e sono stata rassicurata , allora ho spiegato al condottiero che sarebbero venuti medici ed infermieri per la terapia del dolore e lui ,che dopo la prima operazione alla gamba è stato a lungo senza poter camminare e che quindi ha già usufruito dell’assistenza domiciliare, non si è allarmato più di tanto.
All’appuntamento si sono presentati in tre, un medico, un’infermiera ed un operatrice sanitaria. La prima cosa che ha fatto il medico entrando mi ha chiesto di vedere la tac, premetto che io avevo consegnato una copia di tutto il giorno del colloquio, sudando freddo gli do il referto.
Lui ,vedendo il panico, non commenta ma dice al condottiero ” ma come fai a stare ancora in piedi?” Fico eh? Vabbè grazie al cielo la maledetta visita finisce con grande disappunto del medico che scopre che il condottiero non solo sta in piedi ma va anche in bici, sta facendo una chemio orale e insieme anche la cura del vischio.
‘Sta cosa non so perchè lo fa incazzare e alla seconda visita (che visto che loro arrivano quando gli pare avviene in mia assenza) spiega che loro prendono in carico ” solo i malati terminali” e che il fatto che lui si stia ancora curando è fuori dalle regole. Quando torno a casa il condottiero mi racconta di questa edificante conversazione e mi chiede spiegazioni io ,con la faccia di bronzo che due anni di batoste mi hanno donato, raffazzono una supercazzola, sorrido, ceniamo.
Dopodiché mi chiudo in bagno e telefono al medico ,incazzata come un’ape lo ammetto,e gli chiedo il perché di questa uscita. La risposta la cito testualmente ” Cosa credi che tuo marito sia un cretino? Credi che non abbia capito?”. Io vorrei saper raccontare quanto questa frase mi abbia fatto stare male, come abbia dovuto ricorrere a risorse che non ho più per dirmi che una persona che ci ha visto in tutto due ore non può assolutamente sapere come sono le cose ,che non ci conosce, che non capisce un cazzo , fatto sta che lo diffido a presentarsi di nuovo a casa nostra finchè non ho chiara la posizione dell’associazione.
Nuovo appuntamento,stavolta col responsabile sanitario, nuove rassicurazioni, scuse. Fino a giovedì scorso.
Siccome il condottiero ,a dispetto dell’evidenza medica ,continua a camminare e deve fare le analisi del sangue ogni due giorni giovedì siamo andati a farle. Caso ha voluto che il team, sempre senza preavviso, sia passato e non lo abbia trovato a morire così come da precise indicazioni terapeutiche. Da li il delirio, telefonata isterica del medico che ci dice: “mica potete fare come vi pare” (manco fossimo andati all’ikea) ” mi trattate come l’ultima ruota del carro ,non mi è mai capitata una come te (stronza?)” lo sai che seguo un bambino di otto anni che sta morendo?” Sono rimasta di sasso, contrariamente alla coattaggine che mi sale quando mi aggrediscono, non mi sono neanche incazzata gli ho semplicemente detto che non era il caso che si occupasse più di noi anzi ,da profana, doveva cercare qualcuno che aiutasse lui. Poi ho chiamato il responsabile e gli ho chiesto se ,dati i miei contrasti col dottore, era possibile che qualcun’altro ci seguisse dopodichè ho cominciato a piangere ,vergognandomi un sacco. Detto fatto ora c’è una dottoressa che per ora si limita a visitare il condottiero. E vorrei poter dire che è acqua passata ma veramente ogni giorno mi chiedo cosa ho fatto per farlo incazzare così.

Annunci