Chiedimi se sono felice.

Perchè bisogna ricordarsi che anche l’infelicità ha una data di scadenza e quindi basta, basta essere infelici.

il che non significa fare quello che devi, lavorare, curare i bambini, occuparti della gestione del quotidiano e dell’imprevisto, significa essere felice, sorridere ,avere voglia di uscire, essere entusiasta e propositiva, programmare vacanze con altre famiglie con bambini,incurante della presenza dei padri, curarti,andare in palestra, comprarti vestiti nuovi (questo lo faccio ma poi non li metto) ,andare dal parrucchiere,mettere i tacchi, flirtare col collega,col veterinario, col barista insomma con qualcuno.Seguire quello che succede, condividere pareri,opinioni, giudizi, sapere di che parla la gente quando dice petaloso o cosa minchia sia la stepchild adoption,guardare avanti, fare progetti, ritrovare la grinta e l’ambizione,rimetterti in pista,interessarti degli altri…coraggio chiedimi ancora se sono felice.

Annunci

La terra sotto ai piedi.

O sotto i piedi?Bah…
a quanto pare è stagione di bilanci, non è che ci tenessi ma evidentemente c’è un troppopieno anche nelle lacrime trattenute e sono venute fuori e continuano a uscire abbastanza inarrestabili.Io per come posso gli sto dando una mano cacciandomi in situazioni ad alto potenziale ludico tipo feste di compleanno di ultraottantenni,comunioni di cuginetti con parenti non compresi nella fascia di età tra gli 11 e i 60 anni ed esilaranti funerali e messe in memoria (aprile ne ha contati sei).Ho già detto che è morto il mio capo?certo che non l’ho detto ed è stato perché mi vergognavo di ammettere che quando è successo non ho sentito nulla tranne forse un senso di fastidio visto che era venerdì santo stavo partendo per raggiungere i bambini in toscana e cheppalle i funerali il giorno di pasquetta…Poi ieri ho capito.
Sono arrivata a studio che non c’era nessuno tranne la segretaria e l’altro socio anziano questo (https://beatalapauradegliscippi.wordpress.com/2014/04/23/per-tutto-il-resto-ce-mastercard/)sono entrata nella stanza del mio capo ed ho realizzato che non l’avrei visto più, che non mi avrebbe più tenuto la mano quando vedeva che stavo per crollare, non mi avrebbe più fatto incazzare come un ape con le sue astruse teorie architettoniche,con le sue richieste impossibili,con il suo maschilismo che nessuno ci credeva visto che qua i soci son maschi ma i responsabili sono tutte donne,e ho cominciato a piangere.
Il socio anziano mi ha raggiunto e si è messo a piangere insieme a me,vorrei dire che sono stata meglio ma non è così.Ne ho pieni i coglioni di fare Pollyanna e trovare il buono,non lo vedo più il buono, mi vedo attaccata con le unghie e con i denti a cercare di arrestare il processo di disfacimento di tutta la mia vita senza capire che devo fare; e sono stanca e vorrei essere leggera e un po’cojona, fare cazzate… non sempre la cosa giusta,quello che tutti si aspettano.
Ho cestinato almeno dieci post come questo(peggio di questo)il senso del blog è ricordare ma non sono sicura di volermi ricordare così.

I’songo ‘o specchio addù nun te vulisse maje guarda’

Ci ho provato giuro, ho fatto la lasagna di pesce, e le torte rustiche ho addobbato la casa come fosse san gregorio armeno ho fatto l’albero e il calendario dell’avvento, ho invitato tutti Nonna speranza e Nonna bambina Ziadimilano e zia ritrovata , tutti i fratelli superstiti di mio padre e le sorelle del condottiero persino Nonnodimerda sono stata seraficamente in piedi tre giorni ho fatto lavastoviglie e pacchetti,giocato con le winx e con la wii, guardato foto strazianti,messo da parte giocattoli vecchi e a posto giocattoli nuovi sorriso scartando una tazza con babbo natale che manco al mio peggior nemico e un maglione di tre taglie più grande,ora basta.Capodanno sti cazzi.

E difficile capire,se non hai capito già.

Mimi mi mostra una foto di Casimira sulla pagina facebook (ancora?)della sorellina DSM-IV del condottiero, didascalia “ mi hai detto, ti lascio i miei figli“.Le mando un sms gentile ma perentorio sull’opportunità di pubblicare foto riconoscibili dei miei figli, mi tocco i maroni che non ho ma che mi stanno crescendo al solo scopo di crollare desolati quotidianamente e passo ad alcune considerazioni. La prima è la più semplice, non è vero non so che cosa le abbia detto ma , visto che abbiamo parlato diffusamente della questione anche in periodi non sospetti, e ci siamo prospettati scenari più o meno apocalittici non mi ha mai detto: “se ci capitasse qualcosa sorellina sarebbe la più adatta ad occuparsi dei bambini” e magari è un dettaglio che mi avrebbe interessato conoscere.La seconda è vivi in Africa (quando va bene) e non vuoi bambini, i miei li vedi si e no due volte l’anno,li conosci? IO a volte non so se sarò adatta a crescerli tu te la sentiresti?
La terza abbisogna di un altro inciso, parlo a Nonna Bambina di quanto mi abbia fatto stare male leggere la pagina facebook del condottiero con tutti quei commenti strazianti di conoscenti ,nel migliore dei casi. Nonna bambina mi dice più o meno:”Non dirmi che quelli che scrivono su facebook non erano suoi amici,a me fa tanto bene pensare che fossero tali sono in contatto con i suoi commilitoni (stiamo parlando del’92) e mi raccontano tante cose di lui”. Mi sono sentita una merda, ma mi chiedo, di chi ti raccontano tante cose? Di un soldato di leva di 22 anni? ok è una visione parziale io non mi arrogo il diritto di conoscere tutta la vita del condottiero ,ma parlare con i suoi amici di adesso? degli ultimi dieci anni? con me? No quelli non ci interessano, quelli sono i “miei” ricordi.
Allora,ricapitolando, il condottiero proviene da una famiglia “assente”, padre inesistente, fratelli, due quasi non pervenuti, due diciamo da tre quattro visite l’anno; madre da una telefonata ogni quindici giorni.Ora non voglio fare paragoni ma a noi manca il “quotidiano”, manca la possibilità di passare un solo giorno senza pensare che non c’è,per loro è una frase su facebook.
Non ne posso più.

cosa sono le Nuvole ?

E’ stata una bambina felice,solare… la prima nata dopo cinquant’anni di soli maschi,rossa e piena di ricci. Adorata da decine di zii, dai nonni,dai genitori.Ha cominciato a parlare prestissimo,e il suo cicaleccio riempiva le grandi stanze della casa materna. Ha vissuto un’infanzia felice, senza ombre,presto è arrivato un fratellino il compagno ideale, remissivo, riflessivo ma sempre pronto ad entusiasmarsi per un nuovo gioco, a litigare e fare la pace.E’ stata educata da sua madre al rispetto ed alla cautela ma anche ad essere generosa e da suo padre al pudore e alla cortesia ma anche ad essere fiduciosa nei confronti degli altri ,tutti. Da questa solida base affettiva è uscita un’adolescente ribelle ma affettuosa, insicura ma fiduciosa, brusca ma materna.

Non ha mai avuto un migliore amico o una migliore amica ma è stata sempre piena di amici più grandi e più piccoli, non credeva nell’esclusività nei rapporti e la gelosia l’ha sempre considerata una mancanza di fiducia, e quindi un’offesa per l’oggetto e una debolezza per il soggetto.

E’ stata fortunata anche con il primo amore che  l’ha coccolata e aspettata e consolata in un periodo difficilissimo, è stata fortunata nelle storie successive, poche ma ricche e “leggere” è stata fortunatissima dopo con il grande amore, se esiste lei lo ha avuto e ci si è affidata consapevole anche nella tempesta che l’amore non li ha mai abbandonati anche cambiando forma.

Non è riuscita ad arrivare ai quarantacinque anni li avrebbe compiuti tra pochi giorni,quella che è rimasta al posto suo semplicemente non si fida.

Destra e sinistra

Non ho intenzione di parlare di politica, non seguo niente di intellettualmente più valido di Peppa pig da mesi e a malapena so chi è Renzi.Supero la reticenza alla scrittura che mi caratterizza da qualche tempo per condividere una considerazione che mi ha folgorato ieri o meglio stanotte.
Ciondolino ha avuto un laringospasmo il quarto della sua vita, il primo da quando non c’è più il suo papà.Per la prima volta non l’ho portato al pronto soccorso, sapevo che fare, avevo tutto l’occorrente e la crisi è stata superata abbastanza rapidamente,certo ho avuto un principio di infarto a svegliarmi alle tre di notte con Ciondolino che sembrava una foca in lacrime, ma rispetto alla prima volta (che ,sia detto per inciso, è stato la notte prima della prima operazione del condottiero)una passeggiata.Quello che però ho notato è che tutto il mio corpo per tutta la durata dell’emergenza ha continuato a cercare il condottiero,le orecchie a sentire la sua voce, la bocca a parlare con lui, le mani a cercare gli oggetti che doveva passarmi;alla fine è arrivata la testa che, col solito simpatico escamotage di farmi rivedere fotogramma per fotogramma i suoi ultimi istanti di vita, mi ha riportato alla realtà.La folgorazione è stata questa di fondo io non ho ancora capito che non c’è più ,il mio corpo rifiuta di ammetterlo solo la mia testa lo sa, ma come al solito lo tiene per sè.

E’ arrivata la bufera

Come si temeva l’insieme di Natale, bambini in libertà, Capodanni, frequentazione forzata di parenti vari e, non ultimo, un’improvvida uscita con gli amici di sempre, nel solito posto, durante la quale ho realizzato che ,dopo che per una vita sono potuta uscire “single” o con il condottiero a seconda degli umori o delle occasioni, ora la scelta è tra sola o con degli improbabili imbarazzatissimi succedanei, ha liberato la scimmia. Per carità nessuno si azzarda a propormi apertamente dei rimpiazzi (tranne il mio capo, con il quale però non mi riesco ad incazzare tanto il suo palese paterno affetto nei miei confronti è proporzionale all’incapacità di gestirlo) però un bel finale ci starebbe tutto che sono due anni che si vive nello strazio e si sa la vita deve continuare.

Ma il colpo di grazia ,come al solito, arriva dal fuoco amico e stavolta è stato mortale anche se non del tutto inaspettato, Nonna Speranza ha momentaneamente dato forfait, si è rotta le palle, ha la sua vita e il fatto che io in questi due mesi non abbia dato di matto le ha fatto pensare che il peggio è passato. Il risultato è stato un terribile w.e. lungo da sola con i bambini culminato in un pesantissimo pranzo in famiglia, con il  mio empaticissimo fratello e famiglia  e zii e cugini vari durante il quale ,ca va sans dire, ho fatto come se nulla fosse “triste io?figuriamoci!”

Non riesco bene a definire il misto di sconforto ,senso di sconfitta, rabbia, desolazione di fronte all’incapacità di riuscire a chiedere aiuto e a farmi aiutare ,io che sono sempre stata fiera di me ,del mio lavoro, della mia famiglia. Ci dovevo passare, ci sto passando.