La terra sotto ai piedi.

O sotto i piedi?Bah…
a quanto pare è stagione di bilanci, non è che ci tenessi ma evidentemente c’è un troppopieno anche nelle lacrime trattenute e sono venute fuori e continuano a uscire abbastanza inarrestabili.Io per come posso gli sto dando una mano cacciandomi in situazioni ad alto potenziale ludico tipo feste di compleanno di ultraottantenni,comunioni di cuginetti con parenti non compresi nella fascia di età tra gli 11 e i 60 anni ed esilaranti funerali e messe in memoria (aprile ne ha contati sei).Ho già detto che è morto il mio capo?certo che non l’ho detto ed è stato perché mi vergognavo di ammettere che quando è successo non ho sentito nulla tranne forse un senso di fastidio visto che era venerdì santo stavo partendo per raggiungere i bambini in toscana e cheppalle i funerali il giorno di pasquetta…Poi ieri ho capito.
Sono arrivata a studio che non c’era nessuno tranne la segretaria e l’altro socio anziano questo (https://beatalapauradegliscippi.wordpress.com/2014/04/23/per-tutto-il-resto-ce-mastercard/)sono entrata nella stanza del mio capo ed ho realizzato che non l’avrei visto più, che non mi avrebbe più tenuto la mano quando vedeva che stavo per crollare, non mi avrebbe più fatto incazzare come un ape con le sue astruse teorie architettoniche,con le sue richieste impossibili,con il suo maschilismo che nessuno ci credeva visto che qua i soci son maschi ma i responsabili sono tutte donne,e ho cominciato a piangere.
Il socio anziano mi ha raggiunto e si è messo a piangere insieme a me,vorrei dire che sono stata meglio ma non è così.Ne ho pieni i coglioni di fare Pollyanna e trovare il buono,non lo vedo più il buono, mi vedo attaccata con le unghie e con i denti a cercare di arrestare il processo di disfacimento di tutta la mia vita senza capire che devo fare; e sono stanca e vorrei essere leggera e un po’cojona, fare cazzate… non sempre la cosa giusta,quello che tutti si aspettano.
Ho cestinato almeno dieci post come questo(peggio di questo)il senso del blog è ricordare ma non sono sicura di volermi ricordare così.

Qualcuno a cui dirlo

All’inizio erano blog di mamme e di pediatria c’era quella che ti spiegava passo passo come farti una fascia porta bebè, quella che postava ricette di pappe per lo svezzamento, la mamma pediatra che ti spiegava come misurare la temperatura ,ma anche la mamma diventata tale “a sorpresa” a un’età in cui io mi troncavo di canne, la mamma giornalista con una vita infernale, la mamma biosinestetica con i figli arcobaleno.
Poi la guerra e il panico e nelle notti su internet per cercare di capire cosa stesse accadendo e perchè a noi, sono arrivati i blog di chi stava percorrendo la stessa strada o l’aveva percorsa o non ce l’aveva fatta. Leggevo la notte, leggevo in sala d’attesa, leggevo in treno.Storie come la nostra,peggio della nostra ,migliori,risolte, ricominciate, così semplici e piene di speranza e di eroismi e di paura riconosciuta e esorcizzata che ora, a distanza di due anni, posso dire che sono state il mio vero sostegno psicologico, altra gente come noi, persone non malati.
Poi l’inizio della fine, le prime metastasi ed io che ,mi ripeto, non ho mai scritto, ho capito che stavolta se non mi fossi sfogata avrei dato di matto,e così è cominciata. Ed è cominciata contestualmente la ricerca di come preparare i bambini. Non ho trovato nulla che mi potesse aiutare in questo senso, però ho trovato la mia prima lettrice, una mamma ma anche un medico ,il suo primo commento è stato ” cazzo”.
Ora c’è lei, e la poetessa, la prof, o meglio le prof, quella che tutto quello che scrive vorrei averlo scritto io tranne le robe di economia,quello che potrebbe essere il mio compagno di classe per quanto abbiamo fatto le stesse cose, quella che ha fatto la stessa scelta della madre del condottiero e a cui auguro di cuore di non fare gli stessi sbagli, quella che sta male gli stessi giorni in cui sto male io, quello che legge gli stessi fumetti, quella che ama i miei stessi libri, quella che non ha un blog ma che legge i nostri e cita nei commenti uno o l’altro come se fossimo amici, quella di passaggio, il piacione buono,il mio amico lontano, santanna,quella che ha cambiato continente e quello che la butta in caciara, quello che scrive da paura.
E allora quando finalmente riesco a trovare un momento per me e sono sul divano
e vorrei spararmi una puntata di Grey’s Anatomy o giocare a Candy crush capita che senta che c’è qualcosa che mi manca e allora leggo uno di voi o scrivo e penso che in fondo ,in qualche modo c’è qualcuno a cui dirlo.