Memoria selettiva

Oggi un anno fa,non c’era più nulla da fare ce lo stava dicendo in maniera sibillina l’ultimo super chirurgo, me lo disse in maniera molto più esplicita e addolorata il primario di oncologia del Rizzoli mi ricordo ogni dettaglio di tutte le sale di attesa,di tutti i reparti di tutti gli ospedali di ogni città che abbiamo girato. Io che non ero mai stata a Bologna oggi potrei percorrere ad occhi chiusi il tragitto dalla stazione ,all’albergo, al Rizzoli, al S.Orsola. Sono in grado di descrivere ogni stanza di ogni ospedale in cui è stato il condottiero, ricordo le facce di ogni infermiera, di tutti i dottori, i loro nomi, ricordo ogni pasto in ogni bar d’ospedale.
Non riesco a ricordarmi così bene nessun altro momento della nostra vita, la nascita dei bambini, il giorno che siamo andati a vivere insieme, le nostre vacanze, non ricordo niente così nitidamente tranne gli stramaledetti ospedali.Ci sarà sicuramente una spiegazione psicologica ma francamente me ne frego, voglio indietro i miei bei ricordi.

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La strategia della lumaca

questi giorni sono quasi normali,l’orrenda incazzatura che mi ha abitato per quattro mesi sembra essere andata via insieme alla bronchite, con l’antibiotico.Un sogno mi è arrivato in soccorso mentre avevo la febbre, mi teneva la mano e la sensazione del palmo contro il palmo è stata così vera che anche solo ricordarlo mi fa salire le lacrime in gola. Ogni giorno è una battaglia ma combattere è sempre meno duro,meno ingiusto è così e basta.Ho paura e nello stesso tempo non ne ho mai avuta così poca, prendo un sacco di decisioni e me ne frego se saranno sbagliate,mi arrabbio, mi deprimo e nello stesso tempo sorrido e ho voglia di ballare e bere e ridere. Penso al condottiero e mi dico che la vita è veramente una merda e poi guardo i miei figli,leggo frasi bellissime, sento musica che mi fa muovere le gambe da sole,penso a un cuoricino nuovo che batte e so che non è vero.

Quando c’è vento fatti (una) canna

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In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.(cit.Wikipedia)
Ogni giorno penso ce la faremo, ogni sera mi dico che non ce la faccio, non ce la farò non si possono crescere due figli da sola, non si può delegare, non si può non decidere, non si può più dare la colpa a qualcun altro, non si può sbagliare.
Poi mi tranquillizzo: sono circondata da persone che mi vogliono bene, che mi stanno dimostrando affetto, I bambini sono meravigliosi, sono sereni non sarà difficile crescerli, non sono i primi.
Ogni giorno mi chiedo chi sono: la mamma che pensa solo ai propri figli, la donna che ha perso l’unico uomo che abbia mai amato, quella che deve lavorare e che si deve reinventare un modo di tirare il carretto senza dipendere dagli altri, la strega che vuole strappare i nipotini agli affezionatissimi nonni paterni.
Quando il condottiero ha fatto 40 anni gli ho regalato quest’anello.

HASTA LA VICTORIA!

L’operazione è andata bene; non come ,in un momento di debolezza ,avevo sperato che andasse (leggi “Ci siamo sbagliati non era una metastasi”) ma neanche come in un momento di pessimismo cosmico avevevo temuto ( “ci sono altre metastasi che alla PET non erano emerse”) insomma una tregua “armata”.

La truppa ha il morale un pò basso, in fondo Il Condottiero è gravemente ferito ,anche se loro non lo sanno, e sentono la sua mancanza soprattutto Ciondolino. Casimira è tornata al nido lanciando strida di disperazione e io al lavoro “oasi di pace” (?).

La strategia oggi è respirare