Come hai fatto e come fai.

Francamente l’unica risposta che riesco a dare è che non vedo alternative percorribili va detto che nella sfiga ha aiutato il fatto che ho intorno un sacco di persone belle,e divertenti e matte e che proprio non riescono a prendersi troppo sul serio. Questi qui sotto sono tra quelli, se vi piacciono votateli qua (http://www.primomaggio.net/1mnext/index.php/gli-artisti/3chevedonoilre) e mandateli sul palco del primo maggio.

Qualcuno a cui dirlo

All’inizio erano blog di mamme e di pediatria c’era quella che ti spiegava passo passo come farti una fascia porta bebè, quella che postava ricette di pappe per lo svezzamento, la mamma pediatra che ti spiegava come misurare la temperatura ,ma anche la mamma diventata tale “a sorpresa” a un’età in cui io mi troncavo di canne, la mamma giornalista con una vita infernale, la mamma biosinestetica con i figli arcobaleno.
Poi la guerra e il panico e nelle notti su internet per cercare di capire cosa stesse accadendo e perchè a noi, sono arrivati i blog di chi stava percorrendo la stessa strada o l’aveva percorsa o non ce l’aveva fatta. Leggevo la notte, leggevo in sala d’attesa, leggevo in treno.Storie come la nostra,peggio della nostra ,migliori,risolte, ricominciate, così semplici e piene di speranza e di eroismi e di paura riconosciuta e esorcizzata che ora, a distanza di due anni, posso dire che sono state il mio vero sostegno psicologico, altra gente come noi, persone non malati.
Poi l’inizio della fine, le prime metastasi ed io che ,mi ripeto, non ho mai scritto, ho capito che stavolta se non mi fossi sfogata avrei dato di matto,e così è cominciata. Ed è cominciata contestualmente la ricerca di come preparare i bambini. Non ho trovato nulla che mi potesse aiutare in questo senso, però ho trovato la mia prima lettrice, una mamma ma anche un medico ,il suo primo commento è stato ” cazzo”.
Ora c’è lei, e la poetessa, la prof, o meglio le prof, quella che tutto quello che scrive vorrei averlo scritto io tranne le robe di economia,quello che potrebbe essere il mio compagno di classe per quanto abbiamo fatto le stesse cose, quella che ha fatto la stessa scelta della madre del condottiero e a cui auguro di cuore di non fare gli stessi sbagli, quella che sta male gli stessi giorni in cui sto male io, quello che legge gli stessi fumetti, quella che ama i miei stessi libri, quella che non ha un blog ma che legge i nostri e cita nei commenti uno o l’altro come se fossimo amici, quella di passaggio, il piacione buono,il mio amico lontano, santanna,quella che ha cambiato continente e quello che la butta in caciara, quello che scrive da paura.
E allora quando finalmente riesco a trovare un momento per me e sono sul divano
e vorrei spararmi una puntata di Grey’s Anatomy o giocare a Candy crush capita che senta che c’è qualcosa che mi manca e allora leggo uno di voi o scrivo e penso che in fondo ,in qualche modo c’è qualcuno a cui dirlo.

Natale

C’era una volta, prima della guerra, quello che per me era il periodo migliore dell’inverno: Natale e soprattutto i preparativi del Natale. Il condottiero mi ha sempre preso in giro per questa mia infantile passione per alberi, presepi, biscotti e regali che l’arrivo dei figli mi ha permesso di sfogare quasi senza freno. L’anno scorso il Natale ė stato uno strazio, la guerra era appena stata dichiarata e io ero totalmente in preda al panico con Casimira minuscola e Ciondolino che reclamava attenzioni, però ancora non avevamo la diagnosi certa e non sapevamo che ci aspettava. Quest’anno il Natale ė arrivato sotto le bombe e io paradossalmente nel periodo prenatalizio sono stata “meglio” quindi via di decorazioni, regali, biscotti e così ė andata benino fino alla vigilia, ma ieri ė stato terribile.
Questa dichiarazione merita un inciso, anche ieri c’erano Nonna Speranza e alcuni alleati, ma non è bastato anche se ha aiutato …. Molto. E così anche il Natale è diventato una giornata di merda,amen.

La prima Alleata

Il Dday, quando l’ecografista(?) disse al Condottiero di correre a farsi una risonanza, il Condottiero frastornato andò come sempre a prendere Ciondolino a scuola (1elementare), e per caso incontrò la mamma di un amichetto del nido, che vedendolo stranito gli chiese che avesse, il Condottiero le raccontò dell’ecografia nefasta e uscì fuori che lei conosceva il dottore che l’aveva fatta e che guarda caso lei ,fisico nucleare, lavorava come tecnico radio terapista in uno degli ospedali, fu così che il condottiero fece quel pomeriggio stesso la risonanza ed ebbe il referto ed il consiglio di correre a Firenze quello stesso giorno e recuperò tempo prezioso. Da allora ogni volta che c’è bisogno di una tac o di una risonanza d’urgenza la mamma fisico nucleare ci aiuta a farla nel più breve tempo possibile. Si merita il titolo di Prima alleata e la mia eterna gratitudine.