Spreco

Tu hai ancora un papà che ti accompagna a scuola,ti spenge la luce prima di dormire, ti dice ti voglio bene.

Tu hai un ancora un figlio con cui parlare, di cui prenderti cura, da sgridare,da stringere forte quando ha paura.

Tu hai ancora iltuo amore da toccare,con cui litigare e far pace, da far soffrire e da perdonare.

Tu hai ancora una sorella, che ti paga da bere, ti copre le spalle quando fai sega a scuola, ti aiuta a fare i compiti,  ascolta Guccini insieme a te, ti cerca di notte nei commissariati .

Tu hai ancora la tua amica del cuore, quella a cui dici tutto, quella che solo lei ti capisce,quella che non c’è bisogno nemmeno di parlare.

Tu hai ancora la tua mamma che ti culla ,che ti cura , che ti assicura che non ti lascerà mai.

Alcuni di quelli che queste cose le hanno non sanno di che cosa io stia parlando.

Detto tra noi

Per quanto mi sforzi, non riesco a ricordarmi di quando ci sia stata la svolta, all’inizio mi sembra di ricordare pensavo fossi fighissima, cosí diversa da quelle della mia famiglia,così moderna,combattiva.

Poi ti ho visto trattare tua madre, una signora giá parecchio anziana dall’aspetto fragile, come una stronza e mi sei piaciuta meno soprattutto perché sembrava che mentre la umiliavi,in mia presenza,cercassi il conforto della mia approvazione e, non trovandolo, ti sentissi tradita.

Poi c’è stato il commento sulla mia gonna troppo corta, e sui vestiti troppo scollati, sui jeans che non so come fanno ad entrarti, fossimo state amiche ti avrei tirato un cazzotto, ma non lo eravamo e son stata zitta.

Poi c’è stata la spiegazione della tua meravigliosa storia d’amore e come lui non l’abbia lasciata solo perché lei ha minacciato di uccidersi, dopo trent’anni e due figli successivi potevi risparmiartela.

Poi c’è stata la ex fiamma del condottiero a vivere a casa tua per un anno, non andava d’accordo con la mamma poverina… E quindi ogni volta che tuo figlio tornava a trovarti si trovava l’ex fidanzata in casa.

Poi siamo andati a vivere insieme, e allora ti è venuto lo scrupolo che dovesse fare l’università, a trentadue anni, a Bologna.

Poi è nato Ciondolino e allora hai detto ” non posso fare le nonna a tempo pieno”

Poi ho comprato la casa, per la nostra famiglia, mi hai detto che ho una mentalità piccolo borghese, che tu sei stata in affitto tutta la vita e tre mesi dopo hai comprato un casale che stai ristrutturando da dieci anni.

Poi mi hai detto che non potevo pensare solo al lavoro, che Ciondolino aveva bisogno della mamma.

Poi mi hai detto che non dovevo costringere il Condottiero a trovarsi un lavoro, che lo avrebbe frustrato.

Poi sono rimasta incinta, quando meno me lo aspettavo, e quando è nata Casimira mi hai chiesto ” ora come farete?”

Poi il Condottiero si è ammalato e sul tuo comportamento in questo lasso di tempo cercherò di mantenere il velo pietoso che finora lo ha occultato.

Poi il condottiero è morto e tu sei venuta con tuo fratello a chiedermi se ti avrei allontanata dai bambini.

Sono passati diciotto anni ti sono rimasta solo io puoi smetterla ,per favore di essere gelosa?

‘Sciao giovinezza

Corro il rischio di farmi dire che ho trasformato il blog nello spin off della pagina dei necrologi del Messaggero. Ieri è morto David Bowie, il primo amore platonico della mia vita, l’uomo su cui ho tarato il mio ideale di bellezza maschile, con grande scorno di mia nonna (“guarda che è ricchione) e di mia mamma (“sembra Dracula”). Sulle note di “Heroes” ho fumato la prima canna con l’allora “migliore amica” sentendoci molto Christiana F. con le nostre unghie nere, le creste, i mezzi guanti e poi ci siamo andate a vedere Lady Oscar. Sulle note di “Wild is the wind” ho pianto ettolitri di lacrime per la prima cotta senza speranza (che dopo dieci anni è stata poi la più veloce storia d’amore della mia carriera di femme fatale e ora è una gran bella amicizia). Ballo e canto ancora come una scema ogni volta che mi capita di sentire “Changes” ,ho visto una decina di volte “Merry Christmas Mr.Lawrence” cosa che mi ha permesso di citare Ryūichi Sakamoto (totalmente a culo) ad una cena di musicofili giapponesofili folli e rimediare il lavoro più fico della mia vita. Devo molto divertimento al Duca e molto “spleen”e se mai dovessi farvi una compilation da sentire quando il tipo/a vi ha mollate/i il titolo sarebbe “datte ‘na chiodata” e la prima canzone sarebbe questa:

Segni

Avrei dovuto fare i compiti prima delle vacanze e dopo le vacanze, avrei dovuto parlarvi , e ve ne parlerò, di tutte loro.Ma sono stanca, tanto e spossata e alla fine le uniche parole che mi venivano erano quelle per chiudere il blog, perché non so se ho ancora da dire e se riuscirò a trasmettere come vorrei un’esperienza di risalita da troppo sento  la mia china ancora più impervia.Ma oggi mentre mi accingo a scrivere succede una cosa strana; leggendo,cosa che faccio di rado, le statistiche ho visto che ci sono 60 visualizzazioni e un solo lettore o lettrice che sta ripercorrendo tutto il tragitto dall’inizio e insieme a lui (lei) rileggo e riscopro nuovamente il senso. Lo prendo come un segno ringraziatelo o pigliatevela con lui .

Lunedì Film- Sabato,Domenica e Lunedì

Esco dalla “fatigue” che mi si è appollaiata sulle spalle per parlare di un film della Wertmuller nato per la televisione,poi riadattato per il cinema che malgrado l’eccezionalità del cast (Luca de Filippo, Sofia Loren, Pupella Maggio, Luciano de Crescenzo per citare solo quelli che mi ricordo) non arriva a rappresentare pienamente il testo di Eduardo. Che è bellissimo.

La storia si dipana in tre giorni ( i tre atti), il sabato è il giorno della preparazione del ragù, ed il primo atto della commedia durante il quale tutti i nodi del dramma vengono esposti, la domenica che è il giorno di festa dove esplode la tragedia e il lunedì in cui il ragù si mangia ripassato in cui tutto viene risolto. E’,mi ripeto, una storia molto bella sulle incomprensioni che possono scaturire tra due persone “abituate” ad amarsi,che credono di non essere più amate.Sulle persone anziane che temono di essere diventate ingombranti, sulle persone che temono che una scelta “controcorrente” possa ferire principalmente chi ci ama. Sui figli che hanno bisogno ,per staccarsi dai genitori, che questi li lascino andare.

Avrei consigliato più volentieri la lettura del testo ma mi serviva una scusa per salutare Luca de Filippo.

Tutte scuse

I miei figli hanno come merenda la pizza fatta da me o un pezzo di crostata home made ,tutto rigorosamente bio.

Sono io che li porto a scuola ,che parlo con le maestre, che faccio i lavoretti e le ricerche insieme a loro, che sento le lezioni che li accompagno e li riprendo a nuoto,ai lupetti, dalla logopedista, dal pediatra.

sono io che mi studio i Pof delle medie e pianifico le vacanze, sono io che preparo la cena e la colazione , che li vesto, che li tengo per mano quando attraversano  la strada, quando stanno per addormentarsi.

E lavoro nove ore al giorno.

Quindi cos’è che mi fa sentire sempre così maledettamente in colpa?

Averli messi al mondo in un mondo di merda.


 

S.A.L 9 novembre 2015

Ho perso in tutto quattro giorni di lavoro, non ho fatto uso di psico farmaci, ho fatto fronte (grazie all’intervento dei miei parenti) a quasi tutti i debiti accumulatisi, ho mantenuto rapporti civili con tutti i componenti della famiglia tranne tuo padre, i bambini sono a detta di tutti sereni e Ciondolino ha trovato una logopedista carina e accudente e ,soprattutto, amante degli animali. Mimì passa sempre a trovarci ma adesso c’è una ragazza nuova a darci una mano, non parla tanto ma con i bambini è bravissima gioca con loro per ore. I gatti stanno bene, sono diventati giganteschi e stanno sempre appiccicati a Ciondolino mentre temono Casimira che li tratta come dei peluches e ieri tentava di fargli mangiare il Didò. Tua madre è sempre più svanita, cucina i bastoncini di pesce nel tostapane,si perde per Roma, mi propone attività e cure che manco se fossimo gli Agnelli, ma è sempre presente e io ho trovato il modo di sfogare la mia irritazione e non prendermela (direttamente) con lei.Ho fatto un’assicurazione sulla vita perchè ora so che la vita può essere una merda anche se ogni volta che lo penso poi vengo smentita.

Devo rifare la nostra stanza, togliere il tuo computer da vicino al letto, buttare la scrivania di fortuna rivestita di carta da spolvero su cui hai appuntato tutte le cose che ti servivano: numeri di medici, reparti di ospedali, orari di visita.Devo regalare i tuoi vestiti , buttare le cartelle cliniche mettere da parte le tue cose, appendere almeno una tua fotografia.

Non ce la faccio per ora, ieri però ho buttato 4 confezioni di morfina che avevo tenuto perché a lungo ho pensato che magari mi potevano servire, non sono servite e sono scadute.