Chi sono

Da un anno non so più bene come descrivermi, sono una mamma soldato con due figli un marito malato e un lavoro precario,insomma una sorta di eroina neorealista senza l’eroismo ,quest’anno ha completamente sconvolto la nostra esistenza eppure apparentemente nulla è cambiato non è ancora giunto il momento di tirare le somme e forse (meglio) non arriverá per molto ma magari scrivere quello che mi turbina in testa impedirá a me di impazzire o di finire in galera e a qualcuno dei coglioni che quotidianamente dicono o fanno la cosa sbagliata di essere menati.

Il titolo del blog è preso da un libro di Stefano Benni e descrive pienamente il mio stato d’animo; soprattutto la mia attuale grande aspirazione, tornare a preoccuparmi per qualche cazzata: la sars, ebola, la fine del mondo ,il mutuo, quella rompipalle di mia suocera…

Ora la situazione è cambiata,ma lo scopo del blog resta lo stesso, continuo a non aver paura degli scippi ma vai a sapè magari col tempo…

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8 thoughts on “Chi sono

  1. Ciao, mi chiamo Teodora. Sono approdata qui dal blog della Pellona (non voglio fare quella che legge di nascosto).
    E’ inutile che ti faccia in bocca al lupo vari, la situazione mi pare bella merdosa. Pero’, se mi vuoi, io ci sono a raccogliere i tuoi sfoghi. Continuero’ a leggere il tuo blog, senza pretendere di consolarti (non ne sarei capace).
    Ti abbraccio forte, anche se non ti conosco.
    T.

    • Ciao Teodora, sono felice che sia approdata da me tramite il mio blog “faro”, nientemeno che da Nairobi, grazie per l’abbraccio che ricambio, se hai letto quello che ho scritto in questo momento mi conosci meglio di mio fratello.

    • Chi capita nel blog, in seguito a un commento o a un post che gli è piaciuto è facile che non abbia seguito tutta la faccenda, come sai oramai è passato un anno e ,come sai, il tempo è una medicina sopravvalutata, ma io ho meno bisogno di prima di condividere il dolore e più bisogno di condividere uno spazio e quindi scrivo meno delle vicende dolorose. Se dovessimo leggere tutto il blog di tutti quelli che ci commentano dovremmo smettere di lavorare. Detto ciò io il tuo l’ho letto quasi tutto e abbiamo tanto in comune tranne (fortunatamente) l’epilogo che comunque è stato dolorosissimo,l’unica differenza è che è rimasto un buon padre ai tuoi figli e il fatto che tu senta che è comunque un buon padre è la base da cui puoi ripartire (se mi posso permettere il consiglio non richiesto).Grazie di tutti i complimenti!

      • E’ LA differenza. E tu puoi permetterti moltissimo e ogni consiglio e’ e sara’ gradito. Sto leggendo tutto cio che hai scritto anche io, sono a Novembre 2013 … Non commento perche non voglio farti tornare indietro e perche temo di essere inopportuna. Ma a volte vorrei. Dolori diversissimi ma contemporanei, proprio nelle giornate. So che sembra una frase fatta ma per me sei in assoluto l’esempio da seguire. Non in generale, lo sei per me. Una gran donna davvero, che una parte di cio. che ci e’ successo e’ ineluttabile (facenco le dovute differenza tra noi) e in guerra siamo brave quasi tutte, è il dopo che è tosto. Un abbraccio e ogni singolo complimento era sentito.

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