Dell’assenza e della perdita

““Non c’è più. Non è più sul divano. Non è accanto a me mentre mangio la carbonara chimica, forse è a letto, forse è al bagno o forse più semplicemente è uscita.

E fa male.

Fa male l’assenza? No. Fa male la perdita. Che è altro dall’assenza. La perdita sa cosa ha perso. L’assenza può essere un vago sentore, un’emozione senza corpo e senza suono di qualcosa che manca e che non ho, ma che non so cos’è. La perdita, è quella che provo io, perché lo so. Ed è peggio dell’assenza. Perché quello che conoscevo e che tenevo fra le dita non c’è più. Non sarà più. È la stessa differenza che c’è fra Ray Charles e Stevie Wonder. Stevie è cieco dalla nascita, Ray c’è diventato. Ray sa cos’è vederci, Stevie no. Ray ha provato la perdita. Stevie l’assenza. Stevie sta meglio di Ray. Ci metto la mano sul fuoco.”
Estratto di: Manzini, Antonio. “Non è stagione “.

Continuo a non trovare parole mie e allora lasciamo parlare quello che sto leggendo grazie a “iome”.

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35 thoughts on “Dell’assenza e della perdita

      • E credo tu abbia ragione, l’assenza pian piano sfuma, se c’è assenza c’è anche un perché e spesso questo aiuta. La perdita no, la perdita è perdita e per quanto a tratti mi sia ritrovata anche io nel pezzo so bene la differenza enorme che c’è. Abbracci di persona.

  1. I hold it true, whate’er befall;
    I feel it when I sorrow most;
    ‘Tis better to have loved and lost
    Than never to have loved at all

    Però è dura eh, Lord Tennyson…..

  2. C’è bisogno di abbracci di persona. Forti. Nel frattempo ci sono quelli virtuali, e la certezza di essere (stati) colpiti al cuore. Ma c’è bisogno anche di questo, a volte.

  3. Già, la perdita. È talmente duro perdere che ho smesso di avvicinarmi a chicchessia per non dover sopportare di nuovo una perdita. Cerco di dirmi che non ho bisogno di nessuno. Perché sopporto facile l’assenza.
    E sbaglio, lo so che sbaglio. Ma è dura ragazzi, oh se è dura. E no, non vi illudete, non passa. Si può solo imparare a conviverci. Spero di riuscirci prima di diventare ottantenne. Si. Ci sto lavorando.
    Per il resto sono abbastanza felice e non se ne accorge nessuno. Ma a voi posso dirlo.

  4. Quando sono triste, rileggo E. Dickinson. Le parole degli altri….

    “Dimenticare quanto fui felice
    Per ricordare quanto triste sono –
    Se potessi, sarebbe la mia pena
    Facile da portare.

    Ma il ricordo dei fiori fa il novembre
    Difficile – ed io che mi sentivo
    Quasi fiera, la via smarrisco come
    Una bimba – e muoio di gelo ”

    Un abbraccio.

    • il fatto è che io ho dimenticato quanto fui felice per rendere la mia pena più facile da sopportare e questo mi ha tolto, in parte, la capacità di parlarne.Grazie dell’abbraccio

  5. Le parole degli altri. ….

    “Dimenticare quanto fui felice
    Per ricordare quanto triste sono –
    Se potessi, sarebbe la mia pena
    Facile da portare.

    Ma il ricordo dei fiori fa il novembre
    Difficile – ed io che mi sentivo
    Quasi fiera, la via smarrisco come
    Una bimba – e muoio di gelo ”

    (How happy I was…… E. Dickinson, Poesie, Guanda Ed.)

    Un abbraccio.

  6. … e vorrei scrivere parole che non riempiano il vuoto, ma restituiscano vita.
    E vorrei avere il potere di trasformare i silenzi in carne e abbracci, in occhi e mani, in quello sguardo solo tuo.
    E vorrei dirti che un giorno ti riprenderò alle spalle, all’improvviso, e ti stringerò nell’abbraccio che sai.
    Tu hai perso me, ma io ho perso te, ho perso voi e non fa meno male.
    Continuo però a vivere nel loro sangue, nel tempo che abbiamo avuto, dentro le pieghe dolenti della tua anima.
    Non è quello che avremmo voluto, ma quel che siamo stati non si perderà mai.

  7. Ciao. solo x dirti che ho pensato tanto alle tue parole mentre leggevo mi sa che fuori e’ primavera…libro di concita de gregorio che racconta, in prima persona, la storia di quella mamma il cui ex marito, svizzero, un girono e’ partito con le loro due gemelle di 6 anni, e ha fatto perdere le proprie tracce, per poi suicidarsi, nel sud italia, 5 giorno dopo. Delle bambine non si e’ saputo piu’ nulla.
    La storia, le emozioni sono diverse….ma l’assenza e’ raccontata con una lucidita’ che non eccede mai nel melodramma……..

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