Dell’assenza e della perdita

““Non c’è più. Non è più sul divano. Non è accanto a me mentre mangio la carbonara chimica, forse è a letto, forse è al bagno o forse più semplicemente è uscita.

E fa male.

Fa male l’assenza? No. Fa male la perdita. Che è altro dall’assenza. La perdita sa cosa ha perso. L’assenza può essere un vago sentore, un’emozione senza corpo e senza suono di qualcosa che manca e che non ho, ma che non so cos’è. La perdita, è quella che provo io, perché lo so. Ed è peggio dell’assenza. Perché quello che conoscevo e che tenevo fra le dita non c’è più. Non sarà più. È la stessa differenza che c’è fra Ray Charles e Stevie Wonder. Stevie è cieco dalla nascita, Ray c’è diventato. Ray sa cos’è vederci, Stevie no. Ray ha provato la perdita. Stevie l’assenza. Stevie sta meglio di Ray. Ci metto la mano sul fuoco.”
Estratto di: Manzini, Antonio. “Non è stagione “.

Continuo a non trovare parole mie e allora lasciamo parlare quello che sto leggendo grazie a “iome”.

Annunci