Primo maggio con coraggio

Coerente fino alla morte nel bere l’amaro calice fino all’ultima goccia,oggi ho declinato graziosamente l’aiuto di Nonna Speranza, la compagnia di MammaSorella e ogni possibile alternativa che comportasse una dose di smaronamento accettabile ed ho portato i pargoli al Bioparco, oggi, a Roma, di primo maggio, non l’avrebbe fatto manco il famoso aborigeno australiano e infatti romani “de Roma” ne ho visti pochini ,l’ho fatto io.
A parziale discolpa va detto che a parte le mie attuali (?) ridotte capacità di giudizio, Ciondolino adora letteralmente il bioparco e vedere lui e la sorella mano nella mano intrufolarsi tra e sotto le gambe della fiumara umana (che mi chiedo chi è andato al concertone che stavano tutti lá) e guardare estasiati quelle povere bestie spelacchiate pieni di entusiasmo trillando degli ahhh e ohhh che manco fossimo alle Galapagos vale da solo tutta l’impresa.Io avendo l’altezza ma non l’aspetto di un ragazzino di dieci anni ho visto solo l’elefante e le giraffe. Poco male mi sono potuta concentrare su quelli fuori dalle gabbie che non erano da meno e ve li illustro.
I Carrozzati:padre con passeggìno gemellare, madre con carrozzina con neonato,bambina treenne con mono pattino,nonno con nonna in carrozzella( a un certo punto sti due si sono dati pure il cambio ,lui in carrozzella lei spingeva) un mix tra la via crucis e la partenza del gran premio.Fortunatamente li abbiamo persi quasi subito a litigare con quelli del trenino su chi andava contromano.
I Social:padre vestito come DJax ,madre come Belen tatuaggi versicolori ovunque, bambina vestita come se l’avessero cosparsa di colla e rotolata nella porporina, bambino identico al padre solo senza pannolone, nonna tipo Moira Orfei tanto che l’elefante sembrava riconoscerla, si sono fatti dei selfie ininterrottamente, con le giraffe,coi lemuri ,coi cigni ,con l’orso marsicano con quello dei gelati e sorridi bella de mamma e fai ciao papà ecchepalle!
I Culturisti :padre come sopra ma col fisico di uno dei centocelle nightmare, manco un pelo ,tatuaggi tribali,bicipite scolpito ,su una spalla tenuto “co na mano sola “un ragazzino ENORME almeno 25 chili sull’altro braccio una ragazzina più esile ma alta quanto me, madre un unico fascio di muscoli,tipo che se dovessi scegliere preferirei che mi menasse lui, canottiera ,tuta capelli biondi e blu ,nonna tipo mastro Lindo ma più mascolina.
I Vichinghi : alti più delle giraffe, padre lungo lungo ,con quei sandali che li vendono solo oltre la linea gotica, quelle magliette di fibre di juta dello stesso colore del pelo rigurgitato dai gatti, quei pantaloni idem ,quelle barbine spennatelle cacio e pepe, madre con meno barba del padre ma più peli sulle gambe ,sulle braccia ,sulle ascelle una roba brutta…bambina su passeggino etá apparente quindici anni ma aveva il ciuccio.
I “Mi metto così com’ero in casa”:Padre con completo cangiante color tonno,scarpe a punta maglietta nera, madre con tubino nero schiena scoperta paillettes ovunque ,tacco 12 calze a rete,bambina con vestitino tutto a balze e scarpine di vernice,doppiato il laghetto dei cigni bestemmiavano tutti e tre più di tutti la bambina.
I Daltonici :padre maglietta verde prato pantaloni blu elettrico,madre fantasia psichedelica rossa arancio e fucsia su pantaloni a fiori azzurri, bambino berretto verde fluò,maglietta rosa,pantaloni mimetici azzurri.
I ” non è possibile che in Italia ci sia un posto dove ci si concia in codesta maniera” ma parlando questi in Italiano ( per timore di ritorsioni non rivelerò con quale accento) è evidente che invece si, padre capelli lunghetti e ricciolini col codino ( ma non era passato di moda da trent’anni?) maglietta della ditta di infissi bella tesa su una bella panza , tuta di acetato nera mocassino, madre leggins animalier di specie estinta tipo coguaro-tigre- zebra ,scarpa ortopedica tipo ciavatta della portinaia ,maglia con tagli sapientemente messi in modo da rivelare zone tipo i rotolini sulla panza,quelli sotto le braccia, quelli sulla schiena in maniera priva della benchè minima pietà e il bambino ,infine ,piccolo piccolo coi capelli lunghi solo dietro ,un giubbino di plastica rosso fuoco e la tuta acetata pure lui povera creatura.
Ora la smetto che le belvette reclamano la cena e ah dimenticavo la matta, quella che oggi con trenta gradi girava vestita come il corsaro nero,pantaloni neri,anfibi neri,maglia nera,cappotto nero di pelle,quella ero io.

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23 thoughts on “Primo maggio con coraggio

  1. Ciao, ti seguo sempre senza commentare, eccetto rare volte.
    Purtroppo non sono brava a scrivere e mi riesce difficile mettere nero su bianco ciò che provo leggendoti.
    Mi hai fatto ridere con le tue descrizioni e posso pensare che il tipo con il codino fosse toscano (io sono di Firenze).
    Vi abbraccio
    Claudia

  2. A me a questo punto viene un sorriso, perché significa che al bioparco ciascuno si sentiva a suo agio come gli pareva, a prescindere dai canoni altrui. E questo è solo bello, al di là dei punti di vista personali.

    • Eravamo tutti estremamente a nostro agio, nella nostra “soggettagine” e quanto lo si può essere il primo maggio al bioparco a guardarci reciprocamente le mises ma anche a non filarci di pezza , a guardare gli animali o a fare la fila per il trenino, belli magari proprio non tutti ma umani e per me sicuramente più interessanti dell’airone cinerino.

  3. tesoro, complice una cervicale assassina oggi ho riletto BAOL di Benni ( vedi che il danneggiamento neuronale ha anche dei lati positivi ? ti rileggi i libri di venticinque anni fa e non ti stufi neanche un po’…). quando ho letto te ho trovato lo stesso sapore, la stessa ironia un po’ triste … sei sicura di non essere una sua figliola illegittima ? ps: abbigliamento da forno forse almeno tre etti sciolti al bio parco …. io col mal di schiena magno e magno e magno come se non ci fosse un domani e il pantalone non si chiude più !!! (e domani in ufficio in mutande ? sigh…) un bacio Elena

    • Leggo Benni quasi senza soluzione di continuità da quando avevo dodici anni, il titolo del mio blog é preso da un suo racconto, lo cito di continuo quindi devo ammettere che é probabile che abbia influenzato il mio stile di scrittura, meno probabile che quella santa donna della mia mamma si sia concessa a un bolognese malmostoso, nasone e , pare, con un pessimo carattere . Dal bioparco vestita da capitan farlock sono tornata a casa a piedi spingendo il passeggino di Casimira e con Ciondolino appeso ad un braccio, altro che tre etti almeno due chili!!! Ma stasera seratina alcolica quindi li ripiglio!

  4. Capitata per caso sul tuo blog, letto il post e scompisciata dalle risate….troppo forte, simpaticissima ragazza ti rileggerò volentierissimamente….
    4p

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