L’avvelenata

La festa della donna è una cagata, la trovo offensiva quanto la Carfagna alle pari opportunità, avrà delle remote origini significative perse dietro a spogliarelli di tamarri depilati, mimose allergeniche, uscite “solo-donne” di rara tristezza e via dicendo.

Pur essendo contraria ho dovuto iscrivere entrambi i  miei figli da sempre all’ora di religione, litigando a morte col padre, perchè l’unica alternativa é la discriminazione, e in classe di Casimira pur essendo più della metà dei bambini mussulmani o ortodossi si apprestano a fare il lavoretto di Pasqua.

E infine in classe di Casimira un altro bambino ha perso il padre in un incidente,una non l’ha mai conosciuto, è proprio necessario il cazzo di lavoretto per la festa del papà?

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19 thoughts on “L’avvelenata

  1. Come darti torto? Nella mia classe delle elementari non abbiamo mai e dico mai festeggiato e nemmeno nominato la festa del papà perché un nostro compagno non lo aveva. La maestra ci aveva detto che era morto e per rispetto non avremmo fatto nulla. E così è stato.

      • Sai che penso? Che educare alla sensibilità e al rispetto dei sentimenti altrui è difficile. Si fa prima a ignorare e fare come se nulla fosse, perché è complicato parlare di mancanze, di morte o anche solo di diversità (culturale, religiosa, fisica). Omologare tutti è la scelta più semplice ed economica anche in fatto di sentimenti.
        A me riflettere su come si sarebbe sentito il mio compagno in quella circostanza ha aiutato, senza pietismi, a sviluppare empatia.

      • E aggiungo, non mi sono sentita deprivata del festeggiare il mio papà: quello lo si faceva a casa a prescindere. La scuola dovrebbe mettere al centro le persone, non le ricorrenze, e valutare in base al contesto l’opportunità di celebrarle.

  2. le feste di un giorno, di mamme, babbi, donne, uomini, panettieri, gatti, memorie in date più o meno inventate ad-hoc dall’uomo cercando la ricorrenza che più si addice sono, a prescindere, un crimine contro il buonsenso. festeggiare la festa del papà nel giorno in cui la chiesa cattolica festeggia la santificazione (dovuta) di uno che, in quanto a paternità reale, parliamone… ecco, è deficienza allo stato puro. non ho mezze misure. hai tutta la mia solidarietà.

    • Provati però a sollevare la questione…levata di scudi generale, bambini deprivati del loro diritto al lavoretto…futuri artisti concettuali tarpati in nuce …la manualità, che notoriamente nasce nel das, negata…le cavallette….

      • l’anno scorso mia cognata nel parlare durante una delle riunioni insegnanti rappresentanti è uscita bella bella con la frase “ovviamente quest anno nessun lavoretto per il 19 marzo”; di fronte allo sguardo perso degli astanti HA DOVUTO PRECISARE che secondo lei era opportuno glissare sulla festa del papà, visto che una bimba aveva perso il babbo prima di Natale…
        La tristezza infinita era che se ne erano completamente dimenticate: e vivono tutti in un paese di meno di 1000 abitanti…

  3. Dopo aver passato la serata di ieri a sacramentare con la mia amica su identica questione interrogandoci tra l’altro sul senso di perpetuare questa cosa pure alle elementari, leggo il tuo post e mi reincazzo. Aggiungo che non serve una scienza. Basta un po’ di sensibilità. Manco troppa, aggiungerei.

  4. Ma il rispetto degli altri non dovrebbe venire prima della manualità?
    Bella scala di valori che usano in quella classe!
    Nella classe del mio grande un bimbo è stato abbandonato dal padre, quindi non si fanno lavoretti per la festa del papà, e mi sembra il minimo!
    scusami se entro a gamba tesa, ti leggo da un poco, ti reputo una persona in gamba, ma spesso non sento di avere molto da dire.

    • Bella vero? Come si suggeriva l’anno scorso sul medesimo argomento per non frustrare il desiderio di lavoretto si potrebbe festeggiare qualcosa di più neutro tipo la primavera.

  5. Il dubbio sull’utilita’ di questa roba mi venne quando mi chiesero una foto di tutta la famiglia (“Sa, se sente la mancanza, la bimba puo’ guardare la foto”), il dubbio crebbe quando la maestra mi mostro’ che tutti gli altri l’avevano gia’ portata (la foto). Una foto con due mamme, un’altra foto con mamma e nonni, un’altra foto con padre in carrozzella, mamma dallo sguardo assente e due cani. Un bimbo aveva due foto (una con madre e una con padre). Ma accadeva negli Stati Uniti, dove la diversita’ e’ di casa. Immaginati quante domande in Italia….

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