1978 – Sandro Pertini

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In trepidante attesa del prossimo presidente un ritratto del mio preferito.

IO ME E ME STESSA

L’Italia che lascia Giovanni Leone al momento delle sue dimissioni, nel giugno del 1978, è un Paese in ginocchio. Il sequestro Moro, con l’epilogo noto a tutti, ha segnato una linea di demarcazione, comunque lo si voglia leggere.

I grandi scandali, il nervosismo made in Nato per l’avvicinarsi dei comunisti al governo, il terrorismo dilagante nelle strade, la paura, palpabile, trovarono il loro culmine nella strage di via Fani e nel conseguente sequestro di Moro.

I partiti si spaccano, e la spaccatura non è più un problema di aree politiche, e di giochetti sottobanco, ma tra il fronte della fermezza e quello della trattativa.

Al primo aderiscono, su tutti, DC e PCI, e infatti la Renault rossa, col corpo di Moro nel bagagliaio, verrà ritrovata parcheggiata in via Caetani, a metà strada tra Botteghe Oscure e Piazza del Gesù, sempiterna accusa ai due partiti.

Aggiungono sale sulle ferite le lettere…

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