Tu si che sei n’omo no tu’ sorella.

Messaggi convulsi sulla chat delle mamme della classe di Ciondolino, fatti dire da tuo figlio cosa ha fatto al mio apostrofa la prima mamma, il mio dice che è stato il tuo risponde piccata la seconda ,certo non ha imparato queste cose in casa rilancia la prima a questo punto hanno catturato la mia attenzione.
Che minkia sarà successo? Stavolta giuro che se è un’altra volta ‘ na roba di laziali e romanisti ( l’anno passato un neoromanista sputò su un mini laziale si menarono, fecero pace e da allora vanno d’amore e d’accordo lo stesso non si può dire delle loro mamme che ancora si guardano in cagnesco) domattina faccio una strage. Ma no è molto più grave mi conferma il messaggio della terza mamma che nel frattempo si è messa in mezzo, cosa accade? Mi inserisco ,che chiedere è lecito rispondere cortesia. Tempo tre secondi il resoconto (ma che hanno queste al posto delle dita?) Bambino A (di madremolesta) in bagno con bambino B (di madre diversamente cattolica) hanno avuto il seguente scambio bambino A ballava e bambino B gli ha detto ” uomosessuale” l’altro gli ha risposto “ci sarai.” Due compagnette presenti ( ma questi vanno in bagno tutti insieme?) sono corse a dirlo alla maestra che ha messo una nota a tutti e quattro.
Va detto in difesa di mamma diversamente cattolica che ha scritto che se sente suo figlio usare la parola “uomosessuale” come un offesa lo stronca. A questo punto però vorrei anche la versione di Ciondolino, macchè lui non ha sentito nulla e allora ,prendendo la palla al balzo gli chiedo se sa chi sono gli omosessuali mi dice di no e allora gli spiego che amicoviaggiatore ( questo qui https://beatalapauradegliscippi.wordpress.com/2013/08/31/benvenuto-raggio-di-sole/) è il compagno di amicobancarellaro e le “signore dei cani” (queste qui purtroppo https://beatalapauradegliscippi.wordpress.com/2015/01/23/ma-passa-per-il-buio-senza-paura/) sono “sposate” come lo erano mamma e papá e attendo la reazione,almeno un pò di perplessitá, ma no ” ah! Ok! allora non è una parolaccia perchè hanno preso una nota?”

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Ma passa per il buio senza paura

Approderai qui, prima o poi,percorrendo la mia stessa strada, la paura non ti sta facendo dormire, la diagnosi è recente, la terapia appena decisa. Da poco sei proiettata in un mondo di analisi,ospedali,terapie e vuoi sapere di più, l’angoscia ti invade a ondate va e viene e pensi che solo studiare,cercare di capire, ti potrá tranquillizzare un pò. Comincerai con i siti noti, l’aimac , lo Ieo, l’airc, leggerai tutto attentamente, più volte, incapperai nei forum e prima o poi arriverai da me.
Spero allora che quanto ho scritto finora, ti serva più di quanto ho detto ieri al telefono, quando ancora stonata dalla sorpresa mi sono limitata a dire state tranquille, stiamo tranquille non può sempre andare male.

1978 – Sandro Pertini

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In trepidante attesa del prossimo presidente un ritratto del mio preferito.

IO, ME E ME STESSA

L’Italia che lascia Giovanni Leone al momento delle sue dimissioni, nel giugno del 1978, è un Paese in ginocchio. Il sequestro Moro, con l’epilogo noto a tutti, ha segnato una linea di demarcazione, comunque lo si voglia leggere.

I grandi scandali, il nervosismo made in Nato per l’avvicinarsi dei comunisti al governo, il terrorismo dilagante nelle strade, la paura, palpabile, trovarono il loro culmine nella strage di via Fani e nel conseguente sequestro di Moro.

I partiti si spaccano, e la spaccatura non è più un problema di aree politiche, e di giochetti sottobanco, ma tra il fronte della fermezza e quello della trattativa.

Al primo aderiscono, su tutti, DC e PCI, e infatti la Renault rossa, col corpo di Moro nel bagagliaio, verrà ritrovata parcheggiata in via Caetani, a metà strada tra Botteghe Oscure e Piazza del Gesù, sempiterna accusa ai due partiti.

Aggiungono sale sulle ferite le lettere…

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Lasciami piangere

Non abbassare lo sguardo imbarazzato, non ti spaventare, non soffrire al posto mio, non ti stupire proprio io che ho sempre la battuta pronta, che rido spesso, che non piango mai, non scoppiare a piangere con me, non provare a trovare soluzioni, non mi offrire medicine, terapie, terapeuti, non ti spazientire, non portarmi esempi di altra gente che soffre, non mi presentare i tuoi amici, non voltarti dall’altra parte, non sparire, non cambiare discorso, non dirmi di essere forte, non dirmi che sono forte, non dirmi di vivere alla giornata, non consigliarmi di fare progetti, non offrirmi soldi, non negarmi le tue confidenze perchè ” lo dico a te con quello che stai passando”, non dirmi ” passerà”, non pensare che non ce la farò.
Stai li e lascia che pianga .Vedi? Non era niente mi è già passata.

Excusatio non petita

Ho postato il post precedente sull’onda dell’emozione e della rabbia e della paura.Sono ancora triste e arrabbiata e ,soprattutto, spaventata;ma ho scritto un commento eccessivo e che può essere male interpretato, nel caso mi scuso con chi si possa essere sentito offeso e lo rimuovo perchè in realtà non mi rappresenta.Continuo a pensare che sia estremamente duro da tollerare per chi è credente che la propria fede sia manipolata e utilizzata per giustificare atti ignobili, e che chi non rispetta la vita ha una posizione antipodica rispetto a chi si definisce religioso ma penso anche che i crimini dei terroristi non si discostino da questo genere di atteggiamento qui ( http://spersanelletere.com/2015/01/13/17/) che mi è purtroppo molto più familiare e questo onestamente mi fa schifo.