Il migliore non vince quasi mai, ma chi se ne frega.

E’ stato ampiamente sviluppato in questi post
http://beizauberei.wordpress.com/2014/10/09/on-brokeback-mountain/
http://nemoinslumberland.wordpress.com/2014/10/08/due-parole-sulle-sentinelle/
http://iomemestessa.wordpress.com/2014/10/08/io-tutto-io-niente-io-stronzo-io-ubriacone-io-poeta-io-buffone-io-anarchico-io-fascista-io-ricco-io-senza-soldi-io-radicale-io-diverso-ed-io-uguale-negro-ebreo-comunista/
e in altri quale può essere il mio sentire sulle sentinelle di sta minkia (cit.) Non ho altro da aggiungere, ma un esempio di cattolici che prendono una posizione ce l’ho ed è qui (http://camminiamoinsieme.agesci.org/wp-content/uploads/2014/09/Carta-del-Coraggio.pdf) ne cito solo un passo che riguarda direttamente il nostro dibattito ma vi invito a leggerla tutta.
“CHIEDIAMO
all’Agesci di allargare i propri orizzonti affinché tutte le persone – indipendentemente
dall’orientamento sessuale – possano vivere l’esperienza scout e il ruolo educativo con
serenità senza sentirsi emarginati. Chiediamo inoltre all’Agesci che dimostri maggiore
apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza, attraverso occasioni
di confronto e di dialogo, diventando così portavoce presso le Istituzioni civili ed
ecclesiastiche di una generazione che vuole essere protagonista di un cambiamento
nella società. A questo proposito, chiediamo alla Chiesa di accogliere e non solo tollerare
qualsiasi scelta di vita guidata dall’amore;
che l’Agesci non consideri esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti
la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, fintanto che l’educatore
mantenga i valori dell’integrità morale;
alla Chiesa di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell’omosessualità, convivenza
e divorzio, aiutandoci a prendere una posizione chiara;
che lo Stato porti avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti
di persone di qualunque orientamento sessuale, perché tutti abbiamo lo stesso diritto
ad amare ed essere amati e che questo amore sia riconosciuto giuridicamente affinché
possa diventare un valore condiviso.
􀂇 allo Stato di agevolare sia dal punto di vista economico che burocratico le pratiche di
adozione nazionale.”
Questo documento è stato stilato dai rappresentanti di tutti i ragazzi (rover e scolte quindi più o meno sedicenni) che hanno partecipato alla Route nazionale 2013, risponde in maniera netta ,senza possibili fraintendimenti, alle posizioni retrive ed oltranziste dei “vertici dell’Agesci” che si interrogavano sull’opportunità di “permettere” ai gay di fare i capi scout, una delle mie migliori amiche dei tempi degli scout è gay, ha fatto il capo dei lupetti, e (dopo i discorsi catastrofici col condottiero) è la migliore candidata insieme alla sua compagna a prendersi cura dei miei figli, se del caso.

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11 thoughts on “Il migliore non vince quasi mai, ma chi se ne frega.

  1. Documento interessante, ovviamente del tutto arruffato e che sul piano giuridico mescola mele e pere in un contesto di dibattito pubblico in cui la distinzione laica tra club privati (chiesa e agesci) e stato è importante. Ma, trattandosi di sedicenni, ovviamente glielo perdoniamo. Ciò detto, credo sia importante ribadire che, a livello di diritto pubblico, ciò che fanno gli scout e la chiesa, ancorché interessante, esula da ogni manifestazione esogena rispetto ai loro scritti. Ciò che fa lo Stato, viceversa, no.

    • Lo Stato cambia sempre con un considerevole ritardo di fase rispetto alla realtà oggi è ancora più asincrono, detto ciò visto che le sentinelle si dichiarano cattoliche io, che cattolica non sono, ho voluto riportare una voce forse arruffata e ingenua ma sicura dei tanti cattolici per i quali davanti a Dio siamo tutti uguali.

      • Assolutamente vero, e infatti io lo trovo lodevole e significativo (non stupefacente, though – io ho a che fare coi sedicenni tutti i giorni e so bene tutte le cose splendide e naturali di cui sono capaci!). Dico solo che vorrei che un documento di cattolici non mescolasse le mele con le pere, perché mescolare le mele con le pere resta IL problema, e in questo documento chiamare in causa lo Stato, l’Agesci, il papa e la chiesa allo stesso livello continua ad alimentare questa mescolanza, che per me è la radice prima, in mezzo, e ultima della mancanza di italica laicità.

  2. Ringrazio per la citazione. I vertici Agesci come tutti i vertici son distanti dalle loro basi. E i ragazzi si dimostrano largamente migliori di loro. E’ lo stato che dovrebbe in ogni caso normare i comportamenti e ridurre le discriminazioni.

  3. il post infatti era in risposta del tuo appello ai cattolici a metterci la faccia,qualcuno (pochi , i migliori) lo fa con pochissimo riscontro, io a suo tempo me ne dovetti andare dagli scout per coerenza, ora le cose sono cambiate,è un buon segno.

  4. scorso rapidamente (e confesso onestamente di non averlo letto tutto), ma per quel che ho letto mi sento di concordare assolutamente con povna. lodevole e significativo ancorché arruffato e con un sapore di potpourri. aggiungo: con una parola, che dovrebbe essere credo quella essenziale, che in realtà mi stona un pochino, cioè “coraggio”. ma davvero ci vuole “coraggio” a fare tutto quello che hanno elencato? a “fermarsi a riflettere”? a “essere curiosi e attenti”? confesso che questo mi mette un po’ di tristezza, a pensarla in termini di “coraggio”.
    per il resto, niente da eccepire, il confronto con le sentinelle di sta minkia è ovviamente impari.

    • Ti rispondo di pancia e da un punto di vista del tutto autoreferenziale ci vuole coraggio a andare contro i tuoi ” capi” , ci vuole coraggio a dire ai tuoi amici di infanzia ,ai tuoi fratelli ai tuoi genitori che sei gay,ma anche solo che non ti sposerai o che non battezzerai i tuoi figli. Ci vuole coraggio a rischiare di deludere le persone che ami e che fanno parte del tuo mondo e a rinunciare a loro se non ti accettano e ci vuole molto coraggio a comprendere e difendere le scelte di chi vuoi proteggere. Non pensiamo a posizioni che per noi sono scontate e se tuo figlio diventasse neocatecumenale e avesse nove figli? Avresti bisogno di coraggio per accettarlo?

      • scusami, mi sono accorto che il tono con cui ho scritto forse è sembrato più “polemico” di quel che in realtà voleva essere. hai perfettamente ragione, me ne guardo bene dall’accomunare le une (quelle che elencavo) alle altre: non è facile affrontare nessuna delle situazioni a cui ti riferisci. vero però che molto dipende dal contesto, ed è in quella sensazione di generalizzazione che il temine mi è risultato stonato: il coraggio del perseguire legalità, ad esempio, è ben diverso in terra di pizzo, estorsioni e ritorsioni o dal panettiere di milano cadorna che non batte lo scontrino. l’uno è coraggio, l’altro non lo chiamerei così, ecco…

    • Eppure i figli mica per forza devono “trasgredire” solo in un senso, si possono fare preti, attivisti di greenpeace, missionari comboniani, berlusconiani, siamo sicuri che li accetteremmo sempre e comunque senza battere ciglio?

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