Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure

la settimana scorsa.

Devo andare a riprendere Ciondolino dal campo dei lupetti, comodamente collocato sulle montagne marchigiane sopra Ascoli, si apre a studio il dibattito percorsi alternativi: meglio la Salaria tutta a ottanta all’ora piena di autovelox oppure l’A24 Roma- l’Aquila e scavallo delle suddette montagne?

Dovendo essere tassativamente sul luogo alle 10 am. e dovendo usufruire delle comodissime ma non esattamente “performanti” panda del comune di Roma decido di partire il giorno prima e di fermarmi a dormire in una delle frazioncine che compongono il paesello vicino al campo dei lupetti. Contrariamente alle mie abitudini casiniste prenoto macchina e hotel la settimana prima. Il sabato nel primo pomeriggio parto e decido di fare la Roma – L ‘Aquila (un inciso, una delle mamme mi ha chiesto “ma la Roma -L’aquila che direzione?” e per chi ancora non lo sapesse siamo di Roma).In un’ora e mezza sono a L’aquila esco all’uscita indicata e, ovviamente,mi perdo e finisco nel centro sono le quattro del sabato pomeriggio e per le strade non c’è NESSUNO, non poca gente, nessuno.

Continuo a girare senza incontrare anima viva, imbrocco ,grazie alle pietose indicazioni datemi da un “rebel biker” autoctono, la strada per Amatrice e passo ,sempre senza incontrare un pedone manco per sbaglio, davanti alle case di Berlusconi.Anche lì nessuno e nessuno nei paesi attraversati fino ad Amatrice. Solo case sbarrate, bar e negozi chiusi e qualche macchina.

sono passati cinque anni dal terremoto e L’aquila è un cantiere; gli abitanti dove sono?

Sono andati via,o meglio li hanno fatti andare via.

per chi volesse saperne di più http://miskappa.blogspot.it/

 

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6 thoughts on “Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure

    • la notte del 4 aprile 2009 a Roma nel mio appartamento si è sentito così forte che ero sicura sarebbe crollato tutto mi è rimasta una ciocca di capelli bianchi a ricordo.

  1. ci siamo passati in giugno, al mare continuava a piovere , abbiamo caricato i figlioli recalcitranti in macchina e siamo andati a vedere. I quotidiani locali erano pieni di nuove notizie sugli scandali degli appalti e delle mazzette, delle ditte che vinto l’appalto subappaltavano a ditte mafiose schiaviste ( ti do lo stipendio sul conto corrente e me ne restituisci metà in contanti se vuoi lavorare ) . Ho visitato il centro con le lacrime agli occhi : è vuoto , puntellato e tutto ( o quasi ) chiuso . Ci raccontano che le persone sono nei nuovi quartieri senza infrastrutture “sociali” , gli anziani sopravvivono ad ansiolitici visto che non hanno più punti di riferimento e neanche un negozietto per comprare il pane , per dire.
    Solo a Pompei ( alla vista dei calchi di gesso ) ho provato un’emozione così straniante .
    Anche i bambini ne sono rimasti colpiti , abbiamo dovuto promettere loro che il terremoto non sarebbe venuto più, con un groppo in gola e il senso di colpa dei bugiardi . La basilica di Collemaggio, anche se chiusa, è riuscita a consolarmi un po’ : è veramente molto bella e sembra un miracolo che la facciata sia riuscita a stare su ….. un bacio Elena

  2. Giocammo una partita a L’Aquila un paio d’anni fa, di rugby e una frase di una compagna di squadra sintetizzò bene l’esperienza: “Le aquilane mi hanno spezzato una costa, L’Aquila il cuore”

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