WOMEN AGAINST FEMINISM

Perchè sono una donna.

Perchè ho potuto scegliere dove e cosa studiare.

Perchè ho potuto lavorare dopo la maternità.

Perchè ho avuto e ho amici maschi che non si sentono obbligati a provarci se dormiamo nello stesso letto o siamo sul divano a vedere un film.

Perchè non mi sento in colpa se in casa non so fare quasi nulla tranne cucinare.

Perchè sbaglio le lavatrici e non frega niente a nessuno.

Perchè nessuno si è mai azzardato a mettermi le mani addosso.

Perchè sono nata a Roma dopo il ’68.

Perchè lo erano mia madre, mio padre, mia nonna, mio nonno.

se tu puoi essere contro il femminismo è perchè qualcuno ha combattuto perchè potessi essere antifemminista e qualcuno continua a combattere perchè la strada da fare è tanta anche per le privilegiate come me.

Come meglio esposto qui (http://zauberei.blog.kataweb.it/2014/07/30/sciacquette-contro-il-femminismo/) non c’è modo di prenderla dialetticamente.

E quindi

Donne armene torturate e crocefisse dai turchi (archivio vaticano 1907)
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Ode ai moderni mezzi di comunicazione

Normalmente odio scrivere, quando  Iome mi ha nominata qui (http://iomemestessa.wordpress.com/2014/07/01/premio-talento-innato/) ero stupefatta oltre che lusingata oltremisura (una spocchia insopportabile per settimane ,delirio di Hemingway de noantri che levati). Questo blog nasce ,come evidente per gli aficionados, a scopo principalmente auto terapico che in questi tre ultimi anni me ne sono capitate veramente di tutti i colori e ho visto cose e incontrato gente che voi umani…ma in mezzo a tanti psicotici,mi fosse capitato uno psicoterapeuta che non mi avesse fatto pensare ” fatte vedè prima tu,ma da uno bravo” e allora meglio che scrivo e poi magari mi rileggo e arriva uno che dice la sua e mi da uno spunto per un altro pensiero e si forma quella fantastica rete di persone che una volta rampognandomi una volta dicendomi quanto sono figa e sempre offrendomi la salvifica spalla su cui piangere mi hanno aiutato finora a non perdere completamente la brocca .

l’incipit prolisso per dire, con invidiabile coerenza, che non sono abituata a scrivere: pochissime lettere, email giusto il necessario soprattutto per lavoro, sms proprio se devo e telegrafici che con gli amici è sempre meglio vedersi e fare due chiacchiere.

Però,però….

Però, Mimì è in Ruanda per un mese e grazie a Whatsap, ci mandiamo foto e messaggi, e sento meno la sua mancanza.La sorellina preferita del condottiero lavora da aprile e per un anno in Africa e grazie al suddetto Whatsap e a skype, i miei figli , che la adorano, hanno sue notizie e ci parlano e quando tornerà a settembre non mi toccherà ripresentarla a Casimira. La nostra nuova tata può inviarmi le foto dei bambini che giocano mentre sto a studio. Il mio amichetto di Milano ,uno dei pochi a conoscenza del blog, può commentarmi in privato che sul blog si vergogna. il mio collega in Arabia può reperirmi mentre sto in barca veleggiando e io posso risolvere una microrogna prima che si trasformi in macro. E infine , la cosa più importante, il mio capo, sempre più malato e lontano dal lavoro, può scrivermi dei teneri messaggini pieni di faccine e farsi prendere allegramente per il culo che è il nostro gioco preferito. 

e quindi?

quindi Aborigeno australiano è vero che io e te non abbiamo un cazzo da dirci ma se è per questo manco io e mio fratello che abitiamo a trecento metri di distanza e però  poter comunicare con quelli con cui le cose da dire le hai è una gran cosa.

Si fa per dire

A volte è semplicemente questione di sfiga.

Sfiga ha voluto che nello stesso giorno in cui tornavo con Ciondolino dai monti marchigiani, dovessi arrivare in un’ isola, quindi macchina su salaria, treno, aliscafo.

Sfiga ha voluto che Ciondolino si sia voluto sedere in aliscafo davanti al vetratone panoramico nelle file centrali e io ,che ancora non riuscivo a credere di avere azzeccato tutte le coincidenze, lo abbia assecondato invece di farlo sedere nelle più isolate file laterali.

Sfiga ha voluto che accanto a me ci fosse una coppia di fidanzatini in vacanza,carucci,lei un filo nevrotico-assertiva (“vero?” “ho ragione?” sei d’accordo?”) lui un filo già smaronato ( stavo a legge’ l’ultimo di Carofiglio ma vabbè parliamo).

Sfiga ha voluto che dopo aver parlato genericamente di preparativi di nozze, di quella scassaminchia di tua sorella, per non parlare di tuo padre. Si siano messi a parlare di un’amica (? seguivo distrattamente con un orecchio loro e con l’altro una lezione di Ciondolino sugli invertebrati marini) che aveva fatto un figlio con uno che l’aveva lasciata e che poi si erano ripresi ma già rilasciati e lui se n’era andato definitivamente e d’altraparte che pretendi lei ha perso il padre che era piccola e,si sa, quelli che crescono senza padre hanno delle tare mentali mostruose,non se ripigliano più, lei infatti la da in giro come se non fosse sua.

E a questo punto “Scusate ragazzi potete cambiare discorso che mio figlio qui ha appena perso il padre? E anche se ora è distratto non vorrei che vi sentisse.”

Lei è sbiancata e lui aveva l’aria di stare per piangere, mi è dispiaciuto per loro.

Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure

la settimana scorsa.

Devo andare a riprendere Ciondolino dal campo dei lupetti, comodamente collocato sulle montagne marchigiane sopra Ascoli, si apre a studio il dibattito percorsi alternativi: meglio la Salaria tutta a ottanta all’ora piena di autovelox oppure l’A24 Roma- l’Aquila e scavallo delle suddette montagne?

Dovendo essere tassativamente sul luogo alle 10 am. e dovendo usufruire delle comodissime ma non esattamente “performanti” panda del comune di Roma decido di partire il giorno prima e di fermarmi a dormire in una delle frazioncine che compongono il paesello vicino al campo dei lupetti. Contrariamente alle mie abitudini casiniste prenoto macchina e hotel la settimana prima. Il sabato nel primo pomeriggio parto e decido di fare la Roma – L ‘Aquila (un inciso, una delle mamme mi ha chiesto “ma la Roma -L’aquila che direzione?” e per chi ancora non lo sapesse siamo di Roma).In un’ora e mezza sono a L’aquila esco all’uscita indicata e, ovviamente,mi perdo e finisco nel centro sono le quattro del sabato pomeriggio e per le strade non c’è NESSUNO, non poca gente, nessuno.

Continuo a girare senza incontrare anima viva, imbrocco ,grazie alle pietose indicazioni datemi da un “rebel biker” autoctono, la strada per Amatrice e passo ,sempre senza incontrare un pedone manco per sbaglio, davanti alle case di Berlusconi.Anche lì nessuno e nessuno nei paesi attraversati fino ad Amatrice. Solo case sbarrate, bar e negozi chiusi e qualche macchina.

sono passati cinque anni dal terremoto e L’aquila è un cantiere; gli abitanti dove sono?

Sono andati via,o meglio li hanno fatti andare via.

per chi volesse saperne di più http://miskappa.blogspot.it/

 

cosa sono le Nuvole ?

E’ stata una bambina felice,solare… la prima nata dopo cinquant’anni di soli maschi,rossa e piena di ricci. Adorata da decine di zii, dai nonni,dai genitori.Ha cominciato a parlare prestissimo,e il suo cicaleccio riempiva le grandi stanze della casa materna. Ha vissuto un’infanzia felice, senza ombre,presto è arrivato un fratellino il compagno ideale, remissivo, riflessivo ma sempre pronto ad entusiasmarsi per un nuovo gioco, a litigare e fare la pace.E’ stata educata da sua madre al rispetto ed alla cautela ma anche ad essere generosa e da suo padre al pudore e alla cortesia ma anche ad essere fiduciosa nei confronti degli altri ,tutti. Da questa solida base affettiva è uscita un’adolescente ribelle ma affettuosa, insicura ma fiduciosa, brusca ma materna.

Non ha mai avuto un migliore amico o una migliore amica ma è stata sempre piena di amici più grandi e più piccoli, non credeva nell’esclusività nei rapporti e la gelosia l’ha sempre considerata una mancanza di fiducia, e quindi un’offesa per l’oggetto e una debolezza per il soggetto.

E’ stata fortunata anche con il primo amore che  l’ha coccolata e aspettata e consolata in un periodo difficilissimo, è stata fortunata nelle storie successive, poche ma ricche e “leggere” è stata fortunatissima dopo con il grande amore, se esiste lei lo ha avuto e ci si è affidata consapevole anche nella tempesta che l’amore non li ha mai abbandonati anche cambiando forma.

Non è riuscita ad arrivare ai quarantacinque anni li avrebbe compiuti tra pochi giorni,quella che è rimasta al posto suo semplicemente non si fida.

Drive in

Io drive in l’ho odiato, veramente con tutta me stessa, a mio padre e Cipresso piaceva, mia madre lo tollerava o meglio lo ignorava e io lo odiavo,odiavo tutti :il paninaro, Ezio Greggio,Beruschi,il mandingao, as fidanken, e sopra ogni altra cosa odiavo l’idea che dava delle donne: cretine e con le tette all’aria. Ma all’epoca di drive in ero adolescente,malmostosa,dark e sfigata e confondevo l’indignazione con l’empatia;in realtà a me quelli facevano pena e tristezza,in un periodo in cui fisiologicamente ero già triste di mio. Tutto questo per premettere che odiando Drive in su Faletti sono sempre stata molto prevenuta, e poi sto tipo che passa da drive in a Sanremo e diventa un caso letterario con un libro che francamente sembra il Bignami dei gialli Mondadori (io uccido)che tristezza, e ancora peggio fuori da un evidente destino che robaccia, che dimostrazione di quest’italietta che non sa leggere. Poi mi è capitato tra le mani Tre atti e due tempi, letto d’un fiato in uno degli innumerevoli viaggi verso o da Bologna raccontato al condottiero, bello,semplice,scritto bene (per quanto valga il mio giudizio,anche nelle stroncature) su un argomento , quello del calcio e delle scommesse, di cui non mi è mai fregato una ceppa molto e che comunque mi ha coinvolto.E allora posso fare outing e ammettere che quando ho sentito signor tenente a sanremo mi è venuta la pelle d’oca.