Fare più cose non significa farle meglio

La corona di spine mi pesa, e quest’aura da santa pure, che poi io col modello mamma coraggio, le ceneri di Angela, ci sono cresciuta e come va a finire lo so. Che alla fine ti senti sempre in dovere di fare, di dare, di aiutare e tutti intorno a dire quanto sei brava e forte e che bella persona che sei. Chepalle! Ora che lo scarroccio della tragedia è finito , per gli altri, e che comincio a mostrare la corda appena do segni di insofferenza via di complimenti e quanto sono figa ,e brava coi bambini e brava al lavoro e che grinta! Meno male che c’è quel cazzone di mio fratello che mi dice testualmente ” non tirare sempre in ballo quello che ti è accaduto per farti commiserare” tanto per pareggiare. Mah…..figurarsi che avevo in mente di scrivere un post sulle cinque cose che mi fanno più incazzare allora senza alcun nesso apriamo le danze.
1 . Un libro scritto male,lo prendo come un affronto personale, e attenzione non mi riferisco ad un libro “brutto” quello è un parere personale per me è brutto per te è un capolavoro, scritto male è oggettivo. Il Codice Da Vinci è , a mio parere, il libro peggio scritto che abbia mai letto e leggendolo mi sono fatta quasi saltare una vena.
2 . Quelli che hanno sempre la diagnosi per tutti i tuoi problemi e nel peggiore dei casi anche il rimedio omeopatico o psicologico ,tipo “sei stanca? Hai provato l’euphorbia? Certo è la conseguenza dello stress accumulato” No sono stanca perchè semplicemente la mia giornata tipo comincia alle sei e finisce a mezzanotte senza un momento di tregua e così ti stanchi ,provare per credere.
3 quelli che hanno ” visto la luce” e ti vogliono catechizzare che siano cristiani,buddisti,testimoni di Geova, vegetariani,vegani, laziali,romanisti, pentastellati,renziani loro hanno capito tu no.

4 quelli che si piacciono ma tanto,e qui va ammessa una considerevole dose di invidia, io dopo quarant’anni a stento mi sopporto,ogni sera faccio l’inventario di tutti i miei difetti, e quel sorcio de’mare con la panza, la pelata le scarpe a punta e i calzini alla caviglia ti guarda come a dire ” Eh !?guarda qui quanto so’ fico!”
5 quelli che piangono miseria durante una cena nella loro casa all’argentario, mentre bevono una bottiglia di vino da sessanta euro,con indosso un migliaio di euro di vestiti. Avere i soldi non è una vergogna,fare finta di essere poveri dovrebbe esserlo.
Tocca a voi

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18 thoughts on “Fare più cose non significa farle meglio

  1. Solo 2 aggiunte, al punto 2) quelli che danno consigli non richiesti sui bambini e al punto 5) quelli che ti passano sui piedi/bici con il macchinone.
    Sulla prima parte, devi essere forte non puoi fare altrimenti.
    Anch’io ci sto provando, per molto meno (licenziata dopo il secondo figlio).
    E poi, la ruota gira e forse bisogna proprio toccare il fondo per poi risalire con una bella spinta. Forse.

  2. d’accordo su tutto, il punto che aggiungerei io (perché ne conosco un bello stuolo) è:
    6) quelli che i soldi non li hanno proprio ma sono tutto un “beh? si chiama l’elettricista, poi il muratore finisce il lavoro, cosa ci vuole?” (ci vuole che gli artigiani volgiono essere pagati, ma io al momento devo pagare l’assicurazione e il bollo), “sì, a cena là si spende qualcosa ma si mangia da dio.. dobbiamo organizzare” (loro ci sono stati con il datore di lavoro o “avec al cazz” che lo scoprivano), ecc. ecc.

  3. -Quelli che dicono “chi piu’ spende meno spende” e “prima il dovere e poi il piacere”…ecco io quelli non li sopporto proprio.

    • Devo dire che questi a me mi fanno ridere più che incazzare, c’è un collega a studio che ne ha fatto una specie di arte e tira fuori dei proverbi eccezionali.

  4. Terminata la mia personale standing ovation al punto 2 aggiungo:
    – quelli che inorridiscono davanti a spese che giudicano folli (una bottiglia di vino, un’auto, un vestito, un televisore). Ma te li hanno chiesti a te i soldi? E soprattutto, invece di lamentarti per la crisi, lasciala girare sta povera economia…

    • Ops mi sa che ci sono pure io tra questi… un’amica(?) ha appena comprato delle scarpe da prada a 1200 euro io francamente non ce la potrei fa manco se ce li avessi

      • Acclaro. Nemmeno io li spendo. Pure li avessi me ne manca attitudine, coraggio e pure senso dello status. Però, se non son io che pago, non straccio i maroni al prossimo mio. Comprasse quel cavolo che gli pare. Anche perchè al netto della signora Prada e del signor Bertelli (che sono un esempio) cè l’oscura segretaria che grazie allo scialo di chi può paga il mutuo tutti i mesi. Cosa non trascurabile.

      • @giovol
        Credo di capire che hai appena perso il tuo compagno. Spero di capire male, ma se fosse così, mi dispiace.
        @iome
        beh insomma. Perché molte volte chi può spendere in beni voluttuari le cifre che altri devono riservare a ticket, mutuo e assicurazione lo può fare proprio grazie alla disuguaglianza dei redditi, ai salari insufficienti, all’evasione fiscale e a un sacco di altre belle cosette che le politiche di questi ultimi 30 20 anni han fatto prosperare. E mentre se tutti e due abbiamo 5 e tu spendi 4,5 in scarpe sono fatti tuoi, se tu hai 9 e io 1 per permettere a te di avere quei 9 e giocare a Imelda Marcos, la cosa proprio non va.

  5. 1)quelli che non accettanole tue piccole paranoie: io sono magra come un chiodo e con certi vestiti sembro proprio un manico di scopa vestito a festa (ma tu, col tuo fisico….ma mangi?? Si’, mangio, ma che ci posso fare se sembro uno scheletro con la pelle?)
    2) quelli che…ma che brutta cera che hai, come sei pallida!
    Grazie diavermelo detto, eh? Non sono abbastanza stanca e non ho specchi a casa…

    Grrrrr

  6. miii….. mi sono quasi sentita tirata in ballo quando parlavi di quelli che ti dicono come sei brava, come sei forte , ma come sei grintosa, e di quanto ti tritano i maroni….. è che io lo penso da sempre e mi scusasse signò se glieli trito pure io ….. io non sopporto quelli che ti si incollano dietro in macchina quando sei a 100 km-h quando il limite è 90 e fanno i fari come se dovessero andare chissà dove, io mi sposto e loro si incollano alla macchina davanti ( che fa sempre i 100 ) mi sembrano dei dementi semoventi . ribacio Elena

    • Io quelli che fanno i fari ,a meno che non abbiano la moglie che sta per partorire in macchina o siano diretti comunque al pronto soccorso, li detesto mi mettono il panico. E comunque lo zoccolo duro del mio fans club non mi tritura i maroni anzi…

  7. quelli che “tu non hai ancora figli, quindi non puoi capire” (peccato che io abbia fatto da mamma a mio fratello che adesso ha 15 anni) … quelli che “ma tanto tu sei giovane….” (giovane un paio di palle….ho 30 anni, faccio un doppio lavoro per poter pagare tutte le spese, e il futuro di noi giovani non è certo così roseo) ….. quelli che “oh cavolo, devo pagare le bollette….come farò con le mie 3macchine4telefoniniultimagenerazione2finanziamentipercomprareilmacallemiefiglie (echesiamacaltrimentièmerda)etuttiivestitichehocompratoinquestomese???” (eh aspetta, pago il mio mutuo, la mia bolletta e poi te lo spiego….)
    ah manca la perla “eh ma hai scelto tu di fare due lavori….” no comment….

    (scusa, primo commento in assoluto su tutti i blog che leggo 🙂 quindi puoi anche cestinare se non ti piace )

    • Sono lusingata del fatto che il post ti abbia invogliato a commentare,certo tu non hai i figli (per ora) e quindi (per ora) avrai problemi diversi da quelle di noi che hanno i figli ma d’altra parte io non ho avuto un fratello di 15 anni più giovane al quale fare da mamma ( ne ho uno di 42 però parecchio pirla vale?) nè la maggior parte di quelli che mi leggono (spero) ha appena perso il marito, ho letto recentemente una frase tipo “non puoi sapere che cosa è successo alle persone che incontri ogni giorno quindi sii sempre cortese” non è proprio il massimo della coerenza dato l’argomento del post però direi che ogni tanto si può applicare.
      ma che è il macalle? 😉

      • ahahhaha scusa forse scritto attaccato non si capisce… il mac alle mie figlie 🙂
        Grazie per la risposta!
        un abbraccio grande.
        Eu.

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