Come mi sta?

La prima delle domande da non fare Mai.
Se la fai a me ti dico bene, sempre e comunque, ipocrita? No incapace di ferire a richiesta.
Se la fai a mio fratello Cipresso ti dice che fai schifo sempre e comunque, sincero? mah lui la butta a ridere e comunque è meglio non approfondire.
Se la fai a mia madre ti risponde “benissimo amore” ma è in un’altra stanza e comunque sicuramente non ti sta guardando.
Se la fai a nonna bambina ti dice robe tipo ” ma non è troppo corta/stretta/scollata/giovanile?”
Se la facevi al condottiero cambiava discorso.
Tutto ciò per raccogliere questo invito http://nemoinslumberland.wordpress.com/2014/06/25/fashion-blogger/.
La mia divisa: Jeans non troppo aderenti ma neanche larghissimi ,che sono bassina,sempre bootcut almeno, se non a zampa perchè la moda “anni ottanta” mi faceva orrore negli anni ottanta ora mi fa ribrezzo, di tutti i colori e sfumature con una preferenza per i molto scuri, neri/ blu.Li metto spessissimo anche di sera con accessori importanti e tacchi, a vita bassa ma non troppo.
i colori: Dal nero sono passata al grigio,tutte le sfumature di grigio (questa suona un pò male ma vabbè…),e i colori terrosi marrone, rosso mattone, arancio, e ,d’estate, il turchese.Anche io nutro una passione monomaniacale per le righe soprattutto negli accessori: sciarpe,calze, guanti.
scarpe: fino ai trentacinque ho praticamente ignorato l’esistenza dei tacchi, cosa facilmente intuibile quando mi si vede barcollare su dei sandali tacco 12, ma con gli anta e l’avvento di zeppe e tacchi larghi mi sono convertita anche se il mio cuore è sempre e comunque con le mie doctor marteens del secolo scorso.
Gioielli e accessori : la fede d’argento che mi ha regalato il condottiero e due anellini al mignolo, qualche volta lo stemma di famiglia che mio padre mi regalò per i diciott’anni facendosi mandare a cagare e che però me lo ricorda tanto e il rolex d’acciaio soprattutto se devo farmi pagare o devo chiedere un aumento perchè come diceva mia nonna l’unico modo per farsi pagare é far sentire il debitore un accattone e finora ha quasi sempre funzionato.E un anellino al piede destro che mi ricorda la giovane fricchettona cannarola che ero vent’anni fa.Poi collane assurde rigorosamente di bigiotteria che semino ovunque e adesso che ho i capelli corti orecchini (ovviamente alternati o collane o orecchini che mi sono resa conto sennò sembro la descrizione della Madonna di Pompei).Borse e occhiali da sole li adoro,ne ho una quantità vergognosa ovviamente tutte da mercatino tranne quella che uso ultimamente frutto di uno shopping consolatorio.Mai cappelli che sembrerei un fungo porcino nè tantomeno berretti (mettete il berretto e la maglia de lana).Guanti d’inverno di capretto o di stoffa, mai di lana.
Sempre: la fede e gli occhiali o almeno le lenti.
Mai le gonne a pieghe e i leggins o fouseaux.
Cosa mi piace del mio guardaroba che finalmente compro quello che mi piace e mi sta bene invece di quello che va di moda
Cosa vorrei cambiare ad oggi gli occhiali da vista, sembro Camillo Benso conte di Cavour
Trucco Dipende dall’umore o niente o molto poco e solo gli occhi, che ho provato a mettere il rossetto e mi fa la bocca a culo di gallina (cit. Cipresso).
Ossessione: i cappotti,metterei il cappotto anche al mare, e forse sarebbe il caso (cit.Cipresso)
Negozi preferiti: mi piacciono le bancarelle e Max Mara, preferibilmente Max Mara sulle bancarelle e ultimamente grazie alla crisi non è una combinazione improbabile.
Il prossimo acquisto: gli occhiali da vista e una collana ne ho proprio bisogno.
Un errore Ne faccio parecchi che ho il bancomat facile, anche se sono molto migliorata, il peggiore è stato un vestitino a fiori senza maniche con cui sembro il manifesto della campagna contro la violenza domestica.
Un sogno la pelliccia… e dai sto’ a scherzà.

Alors on dance

Rientro or ora da una meravigliosa festa al parco della mia nipotina più grande la primogenita di Cipresso,l’amica da sempre di Ciondolino.
Non ho la capacitá di descrivere come sto, nè perchè sia ritornata a casa in questo stato, posso solo dire che quelli che biologicamente dovrebbero essere i miei alleati in questo momento mi stanno letteralmente facendo cagare sangue, e francamente mi sembra che rientri nella definizione di cattiveria. Mai nella vita avrei pensato di pensarlo ma menomale che è arrivata Nonna bambina.

E guidare a fari spenti nella notte

Fine settimana di sbattimento termonucleare a causa di generici sensi di colpa, alimentati da Nonna Speranza che quando io sto male sta peggio, e da una non ben chiara sindrome da padre separato che periodicamente mi porta a trasformarmi in scendiletto e prodigarmi in tutti i modi per far divertire i bambini, e quindi via di inviti a amichetti, feste, piscine gonfiabili,ecc. Finchè ieri pomeriggio di ritorno da una festa al parco (35 gradi all’ombra) con la mia Punto del comune di Roma e il sole del crepuscolo pontino direttamente nella retina, distratta dall’ennesimo difficilissimo quesito esistenziale ontologico di Ciondolino poco c’è mancato che stirassi una vecchina. Ho inchiodato spalmando entrambi i bambini nei tappetini della punto e lei serafica ,miracolosamente incolume ha continuato ad attraversare ignara di aver appena rischiato la vita.Il che mi ha ricordato questo.
 

Della cattiveria

Dall’alto della mia attuale posizione di catalizzatore e rielaboratore di rogne mi autoproclamo saggio della montagna e rilancio il post precedente facendovi partecipi della mia personale definizione della cattiveria.
Non ho intenzione di parlare di Strafe e Cipresso, non sono cattivi, sono sociopatici e depressi.
non ho intenzione di parlare di Nonnodimerda, non è cattivo, Mengele non era cattivo era il male.Non ho neanche voglia di accanirmi sulle mamme psicotiche, alcune conducono esistenze che io stessa non invidio senza neppure le mie motivazioni, altre più semplicemente sono cretine (sulla cretineria o cretinaggine ci faremo un post a parte).
La cattiveria , nella mia mente, è quell’attitudine sociale che fa si che di fronte alla scelta tra fare una cosa utile e gentile tu ne faccia una inutile e scortese, e che questa scelta ti venga naturale.Illustrerò dunque questa definizione di rara profondità psicologica con degli esempi.
1) quelli che negli autobus si siedono sul posto dei disabili e ci restano inchiodati, ma anche quelli che di due posti affiancati scelgono quello esterno e poi si immergono in qualche attività talmente impegnativa da impedirgli di accorgersi che altri vorrebbero sedersi, e poi scendono al capolinea.
2)Abito a Roma da sempre e in tutta la mia vita non ho MAI visto mettere una multa per eccesso di velocità e qui pure le vecchiette vanno a ottanta all’ora nel centro storico, ma stamane ho visto una pattuglia di vigili e ausiliari del traffico fare una strage di multe alle macchine parcheggiate male davanti a una materna in un quartiere semipopolare durante l’ora di ingresso dei bambini.
3)il condottiero era in sala Tac, verso la fine io SOLA in sala d’attesa mi concedo un pianto, non gemiti e ululati ma lacrime, esce un medico mi guarda e fa “si dia un contegno”.

Ho incredibilmente finito, questo da una parte mi solleva e dall’altra mi fa pensare che sto perdendo la memoria, aggiungo solo un ultimo episodio di cattiveria, per altro involontaria e parzialmente autolesionista, l’ultima recentissima recita di Ciondolino esordiva così -“Nel lontano millenovecentosessantotto….”
Tocca a voi.

Fare più cose non significa farle meglio

La corona di spine mi pesa, e quest’aura da santa pure, che poi io col modello mamma coraggio, le ceneri di Angela, ci sono cresciuta e come va a finire lo so. Che alla fine ti senti sempre in dovere di fare, di dare, di aiutare e tutti intorno a dire quanto sei brava e forte e che bella persona che sei. Chepalle! Ora che lo scarroccio della tragedia è finito , per gli altri, e che comincio a mostrare la corda appena do segni di insofferenza via di complimenti e quanto sono figa ,e brava coi bambini e brava al lavoro e che grinta! Meno male che c’è quel cazzone di mio fratello che mi dice testualmente ” non tirare sempre in ballo quello che ti è accaduto per farti commiserare” tanto per pareggiare. Mah…..figurarsi che avevo in mente di scrivere un post sulle cinque cose che mi fanno più incazzare allora senza alcun nesso apriamo le danze.
1 . Un libro scritto male,lo prendo come un affronto personale, e attenzione non mi riferisco ad un libro “brutto” quello è un parere personale per me è brutto per te è un capolavoro, scritto male è oggettivo. Il Codice Da Vinci è , a mio parere, il libro peggio scritto che abbia mai letto e leggendolo mi sono fatta quasi saltare una vena.
2 . Quelli che hanno sempre la diagnosi per tutti i tuoi problemi e nel peggiore dei casi anche il rimedio omeopatico o psicologico ,tipo “sei stanca? Hai provato l’euphorbia? Certo è la conseguenza dello stress accumulato” No sono stanca perchè semplicemente la mia giornata tipo comincia alle sei e finisce a mezzanotte senza un momento di tregua e così ti stanchi ,provare per credere.
3 quelli che hanno ” visto la luce” e ti vogliono catechizzare che siano cristiani,buddisti,testimoni di Geova, vegetariani,vegani, laziali,romanisti, pentastellati,renziani loro hanno capito tu no.

4 quelli che si piacciono ma tanto,e qui va ammessa una considerevole dose di invidia, io dopo quarant’anni a stento mi sopporto,ogni sera faccio l’inventario di tutti i miei difetti, e quel sorcio de’mare con la panza, la pelata le scarpe a punta e i calzini alla caviglia ti guarda come a dire ” Eh !?guarda qui quanto so’ fico!”
5 quelli che piangono miseria durante una cena nella loro casa all’argentario, mentre bevono una bottiglia di vino da sessanta euro,con indosso un migliaio di euro di vestiti. Avere i soldi non è una vergogna,fare finta di essere poveri dovrebbe esserlo.
Tocca a voi