Chapeau.

Ritornate un pò indietro e vedetevi a cinque anni,con il vostro amichetto preferito,quello con cui giocate a pallone in strada,quello che vi piace di più perché sa sempre tutto ed ha sempre i giocattoli che voi desiderate maggiormente; nel mio caso,sa fabbricare da solo una macchinina usando dei fili metallici. Un giorno vi invita a casa sua,voi correte a chiedere il permesso a vostra madre e lei vi risponde che non dovete frequentare “quelle persone”

Crescete un pò,avete tredici anni,sono i primi anni delle medie,un giorno sentite che prendono in giro la vostra migliore amica con cui condividete tutte le vostre giornate,perchè appartiene ad un’altra etnia e voi non sapete che fare,non la difendete perchè essendo voi dell’etnia che in quel momento è favorita (oppure è al potere ) non volete perdere il vostro privilegio.

Crescete ancora,avete sedici anni, conoscete un ragazzo che vi piace tanto,vi chiede di uscire,ma lo sapete benissimo che è una cosa da non fare,..è misto.non potete rischiare di opporvi così tanto alla vostra famiglia e lo lasciate andare.
Il Ruanda è un paese che ha conosciuto un genocidio e noi delle nuove generazioni siamo cresciuti nella rabbia verso quelle violenze,quelle discriminazioni che lo Stato ha voluto e che si sono radicate
anche nella mentalità della gente.Ma la nostra cultura non ci permette di contraddire apertamente i nostri anziani e temendo di diventare le pecore nere delle nostre famiglie,della comunità in cui viviamo,sottostiamo ,rimanendo nell’errore.

Io,pur non desiderando di essere considerata una pecora nera,vorrei tanto far sentire la mia voce,poter dire la verità,quello che secondo me ha senso,che serve ed unisce.
So che è possibile perchè ho conosciuto ed ammirato tanti bravi oratori che hanno fatto quello che vorrei fare io,ho seguito la loro formazione,il loro percorso umano e culturale,in modo particolare di Oprah Winfrey,cosi mi sono iscritta alla facoltà di Scienza della comunicazione dell’Ups.

Non posso dire che il mio iter universitario sia facile come avevo sperato,perchè è impegnativo studiare in un ambiente totalmente diverso da quello in cui sono cresciuta e quindi devo fare un doppio sforzo per acquisire gli strumenti che hanno i miei compagni.

Voglio dare tuttavia il meglio di me stessa e poichè ne ho avuto l’opportunità mi impegnerò a diventare un bravo oratore e una speranza per il mio Paese.

Mimì si è nuovamente iscritta all’università questo è stato il suo discorso di insediamento nel giorno delle matricole ieri.

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