Quello che il Condottiero mi ha detto (detto da un altro)

Durante la malattia del Condottiero, soprattutto all’inizio nelle interminabili notti insonni alla ricerca di notizie, ospedali, cure e informazioni mi sono imbattuta in “oltreilcancro” che molti di voi già conoscono e che ,per chi non lo sa, raccoglie i post di vari cancer blogger e promuove la “blogterapia” di cui ,come oramai sarà evidente visti gli argomenti trattati nei miei post, sono un’accanita sostenitrice.

Per scoramento ,pigrizia ,paura di altre cattive notizie di persone per le quali dopo due anni nutro un certo affetto oltre ad una sconfinata ammirazione non ci sono più tornata da quando è morto il Condottiero.

L’ho fatto oggi e ci ho trovato un messaggio che avrebbe potuto scrivere lui perché il suo comportamento ,soprattutto negli ultimi mesi era quello che lo scrivente incita i malati ad assumere nei confronti di chi è lì e li ama e cerca di assisterli. Personalmente sono stata sostenuta e consolata dal Condottiero sin dall’inizio, e non sempre per lui è stato facile anche perché non sono mai riuscita a vederlo come “malato”, come ho già detto non siamo quello che ci capita anche se quello che ci capita diventa parte di noi. Comunque leggere questo post (http://oltreilcancro.it/2013/12/17/riflessione/) mi ha confortata e quindi lo condivido con voi e ringrazio chi l’ha scritto.

Come la vuoi la torta per il tuo compleanno?

La domanda è stata :” come vorresti la torta per la tua festa di compleanno?” ( il senso era vuoi il solito gelato? Che gusti?).
La risposta è stata ” la vorrei a forma del castello dei dolci della regina Cioccolatina del libro qui di Geronimo Stilton , vedi mamma?”
“Minkia!” Pensò la marchesa, indi col suo più dolce sorriso da fase maniacale disse ” va bene amore! Che tanto dormire non mi viene bene ultimamente.
Pare inoltre che di altri miei progetti realizzati non ne vedrò a breve e per ora è di gran lunga la cosa più sobria a cui sto lavorando.

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Ed ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino

Lavoro ,lavoro , lavoro. Cucino come se dovesse arrivare la carestia, tutta roba bio di cui non tocco nulla, mangio solo schifezze, stasera un intera scatoletta di patè di fegato e una birra.persino i miei gatti mangiano meglio.Il pianto mi arriva all’improvviso ,a tradimento per strada, dopo che ho lasciato Ciondolino a scuola, ieri davanti al mio capo che ha detto ” finalmente cazzo!”. cerco di fare il punto ma non ne ho voglia, e so che è cambiato tutto tranne me…Dormo insieme ai bambini e mi sveglio in mezzo alla notte e ricomincio a cucinare.
È tutto.

La parola all’esperto

Dal libro che sto leggendo anche se è l’equivalente cartaceo di un gatto attaccato ai maroni.
Con occhi acuti, misuro ogni dolore che incontro,
E mi chiedo se pesa quanto il mio,
O se ha una forma più leggera.
Emily Dickinson

Con questa disposizione di spirito mi appresto a preparare la cena di compleanno di Ciondolino, e ad essere l’anima della festa.

E non cè niente da capire

Io sono una vedova, ma che significa?
Per esempio significa svegliarsi il sabato mattina col sole che entra dalla finestra e illumina il ” lettone” i bambini che giocano con i gatti e pensare non è giusto.
Significa non provare nessun tipo di “gusto” a fare nulla, a mangiare nulla, a bere nulla a programmare nulla
Significa pensare ogni giorno potevo fare di più, potevo portarlo ad Huston, a Parigi, salcazzo dove.
Significa pensare se fosse toccato a me ? Sarebbe stato peggio o meglio per lui, per i bambini.
Significa andare al lavoro come se solo li fosse il posto ” giusto” dove stare mentre a casa mi sento perennemente inadeguata.
Ma è solo una parola e non significa nulla, io non sono quello che mi è accaduto e tranquilli mi è passata. C’ è il sole