Sui Fioretti e le mortificazioni

Mia mamma ha ripreso a fumare, a settantadue anni dopo quarantaquattro che aveva smesso, di colpo da due pacchetti di malboro rosse al giorno. A sua madre ,quella che era appena diventata la mia nonna,era stato appena diagnosticato un cancro alle ovaie,diffuso,inoperabile,sei mesi al massimo. Aveva cinquantaquattro anni.
Mio nonno, che era un bravissimo medico, decise di non dirle nulla, mia madre di smettere di fumare. Mia nonna è morta ad aprile dello scorso fottuto anno a novantasette anni dopo avermi fatto da seconda madre, aver visto entrambi i miei figli,aver visto i suoi figli diventare a loro volta nonni, ma anche dopo aver visto morire suo marito, tutti i suoi fratelli, mio padre che la chiamava mamma ( e non perchè siamo terroni).
Quando il condottiero si ė ammalato a poco a poco ho cominciato a ” mercanteggiare” con Lo sceneggiatore.
Ho cominciato con le cose più sceme, non guardare più ” un posto al Sole” ( smettere di fumare me l’ero già giocata in una precedente occasione). Non comprare più Linus.Cazzate.
Poi ho alzato il tiro, sono sempre stata una discreta bevitrice vengo da una famiglia di produttori di vino ( discutibilmente buono) e di colpo ho smesso, definitivamente, sembra una cosa scema anche questa e lo sarebbe se avesse senso, ma mangiare una tagliata bevendoci su l’ acqua o peggio la coca zero è una discreta punizione.
Con l’aggravarsi della malattia la posta si è ulteriormente alzata: ho un’unica vera passione,oltre la lettura che però più che una passione è una necessità vitale, la vela. Ho conosciuto il condottiero a Caprera, ho navigato per quasi tutto il Mediterraneo, ho portato Ciondolino in barca che non aveva ancora tre anni. Non metterò mai più piede su una barca a vela.
Ok non leggerò mai più!
Che altro? L’ultima cosa che mi potevo togliere era il condottiero, ok fallo guarire e innamorare della dottoressa figa del Rizzoli,o dell’infermiera. Che delirio eh? Alla fine il condottiero mi ha sgamata e mi ha fatto promettere che non l’avrei più fatto perchè smettere di godere delle cose che mi piacevano non l’ avrebbe salvato così come non è stato il fioretto di mia mamma a salvare mia nonna.

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9 thoughts on “Sui Fioretti e le mortificazioni

  1. anche per me leggere è vitale (e rileggere, talvolta!).
    ti conosco da poco e ti abbraccio, in questa forma bizzarra di prossimità virtuale che crea il blog…

  2. Perdona l’ignoranza, ma i fioretti si possono sfiorettare? Cioe’, si possono sciogliere, oppure sono per tutta la vita? Piu’ che altro per il vino…..

    • Diciamo che venendo meno lo scopo del fioretto …comunque non ho toccato un goccio d’alcool per più di un anno ,questo natale da sola con i bambini in montagna ho pensato ma che sto a fa…però mi sa che il danno è fatto il vino non mi piace più tanto.

  3. Riflessione: il fatto che il condottiero ti abbia sgamato non è cosa da poco, non è facile sgamare una cosa del genere. Questo denota un grande amore per te. Nella sua sofferenza ha comunque saputo osservarti…con una sensibilità che va oltre. Per quel poco che possa consolarti…un amore cosi grande non morirà mai, ti accompagnerà per sempre.

    • Diciamo che per quanto riguarda gli alcolici ,mi ha sgamato al primo bicchiere di coca cola (mi chiamava Sue Ellen) sul resto sono stata meno teatrale, solo quando ho boicottato l’organizzazione di un we in barca ha cominciato a mangiare la foglia..comunque conoscendomi sapeva che in qualche modo stavo cercando di autoconvincermi di poter fare qualcosa.

  4. Quoto gattacicova. E aggiungo. L’ultimo fioretto, l’ultima cosa che ti potevi togliere, dice moltissimo della gran persona che sei. essere disposti a rinunciare a qualcuno affinché sia felice. Be’, le persone che lo farebbero le conto sulle dita di una mano. E avanzerei delle dita.

    • Entrambi avremmo superato il fatto che l’altro si innamorasse di qualcun’altro ( cinque anni di classico si vedono tutti) non dico che non mi avrebbe fatto incazzare ma evidentemente non è dato che ti capitino le cose che sei in grado di affrontare.

  5. Non so perché, mi è venuto in mente “La togre e la neve” di Benigni. Direi che puoi mollare tutto (ma non serve) ma non il tempo con il condottiero (forse serve). Di per sé salva tutti. Un abbraccio, assai forte, non sai quanto. B.

  6. Urca. Mi ero persa questo post. Allora diciamo solo che ti capisco: che mercanteggio con lo sceneggiatore anche io. Per esempio non mangio cioccolato di sorta dal 2 marzo dell’anno scorso, per un valido motivo, che è stato esaudito. Ho detto un anno senza cioccolato, un anno sarà. Però so anche che è superstizione, e un modo come un altro di placare l’ansia, come quando pensi che se dimentichi a casa il portafortuna l0esame andrà male.
    Penso questo: della persona che amo, vorrei prendere io i malanni. Se si ammalasse, fare un patto col diavolo per ammalarmi io al posto suo. In qualche modo tu stai facendo lo stesso. Stai esprimendo il tuo lutto così. E lo capisco tanto bene.
    Poi verrà un giorno in cui avrai un po’ di voglia di vino, e ne berrai un bicchiere. Forse starai tornando a galla, e lui ti incoraggerà a farlo. Non dovrei pensare che stai tradendo lui o la sua memoria, come ti verrà la tentazione di fare: starai solo tornando a vivere, e devi farlo per i tuoi bambini. E per la memoria di lui. Ci vuole solo tanta pazienza, ma quel giorno arriverà.

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