E’ arrivata la bufera

Come si temeva l’insieme di Natale, bambini in libertà, Capodanni, frequentazione forzata di parenti vari e, non ultimo, un’improvvida uscita con gli amici di sempre, nel solito posto, durante la quale ho realizzato che ,dopo che per una vita sono potuta uscire “single” o con il condottiero a seconda degli umori o delle occasioni, ora la scelta è tra sola o con degli improbabili imbarazzatissimi succedanei, ha liberato la scimmia. Per carità nessuno si azzarda a propormi apertamente dei rimpiazzi (tranne il mio capo, con il quale però non mi riesco ad incazzare tanto il suo palese paterno affetto nei miei confronti è proporzionale all’incapacità di gestirlo) però un bel finale ci starebbe tutto che sono due anni che si vive nello strazio e si sa la vita deve continuare.

Ma il colpo di grazia ,come al solito, arriva dal fuoco amico e stavolta è stato mortale anche se non del tutto inaspettato, Nonna Speranza ha momentaneamente dato forfait, si è rotta le palle, ha la sua vita e il fatto che io in questi due mesi non abbia dato di matto le ha fatto pensare che il peggio è passato. Il risultato è stato un terribile w.e. lungo da sola con i bambini culminato in un pesantissimo pranzo in famiglia, con il  mio empaticissimo fratello e famiglia  e zii e cugini vari durante il quale ,ca va sans dire, ho fatto come se nulla fosse “triste io?figuriamoci!”

Non riesco bene a definire il misto di sconforto ,senso di sconfitta, rabbia, desolazione di fronte all’incapacità di riuscire a chiedere aiuto e a farmi aiutare ,io che sono sempre stata fiera di me ,del mio lavoro, della mia famiglia. Ci dovevo passare, ci sto passando.

 

 

Annunci

11 thoughts on “E’ arrivata la bufera

  1. Il difetto di non saper chiedere aiuto non ce l’hai solo te. Certo che nel tuo caso, pesa come un macigno. Peccato che chi ti dovrebbere conoscere bene (leggi fratello) adesso non si faccia avanti e non ti offra aiuto senza che sia tu a chiederlo. Ma non del tipo “Come posso aiutarti?” Che tu risponderesti “Grazie ce la faccio da sola” (o una cosa del genere). Dovrebbe FARE cose, senza nemmeno troppi fronzoli, addirittura senza starti a sentire (es fatto da te a suo tempo, portare ciondolino al cinema, oppure piombarti in casa un giorno della settimana con la cena pronta…). Io non ti conosco, ma un’idea me la son fatta…e per quanto riguarda nonna speranza, sai, magari aveva bisogno di un w.e. per piangere in santa pace.
    pero’ potrebbero essere tutte stronzate, le mie.
    Un abbraccio,
    Teodora

    • Si anche lei sta malissimo, per i bambini per me e non poco per il condottiero che era veramente come un figlio è che capire le ragioni e i dolori di tutti mi è diventato insopportabile

  2. Ci dovevi passare. Mia madre, un donnino peso piuma che a dispetto della stazza avrebbe fatto filar dritto Silvio Pellico allo Spielberg, i primi due mesi dopo la morte di mio padre, sembrava un modello di equilibrio e ragionevolezza. Negli otto successivi mesi, mi ha fatto c@care sangue. Letteralmente. E ancora adesso, due anni dopo, la scimmia è in agguato quando meno lei (ed io) ce lo aspettiamo. Potrei dirti di chiedere aiuto. Potrei dirti di accettarlo (l’aiuto) quando ti viene offerto. Ma è uno slancio che deve necessariamente partire da te. Poche cose son inutili come i consigli in queste occasioni.
    Se qualcuno dovesse invece proporti, più o meno apertamente, dei rimpiazzi dopo così poco tempo, potresti essere tu a proporgli in cambio una TAC cerebrale, per avere definitiva conferma che l’organo si presenta cavo come le grotte di Toirano.

  3. Anche saper chiedere è difficile, e mica lo si deve fare se non è ancora quel momento. Proprio mezz’ora fa pensavo: adesso le scrivo una mail, che chissà che combina, poi ho temuto di spaccare il cazzo come generalmente faccio, e poi ho trovato il post. Dunque lo sai, il mio numero ce l’hai, sono qui, che non è lì, e non può’ implicare l’aiutarti a gestire la ciurma, ma posso porgere spalla su cui piangere o sfanculare, a seconda dei momenti. Che ne dici? Che te devo venì a pijà di peso???

  4. Tu sei una donna forte e come ogni donna forte hai le tue fragilità.
    Purtroppo la via del dolore la devi attraversare tutta e nessuno può farlo al posto tuo, ma chiedere aiuto non è una sconfitta, è un modo per percorrere quella strada insieme a qualcuno che può tenerti per mano.
    Se vuoi, scrivimi una mail e anche se da lontano, posso tenerti la mano anch’io…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...