La prova del cuoco

Potevo parlare di com’è stato ieri sera fare l’albero con i pargoli eccitatissimi e le canzoni di natale su youtube, o delle meravigliose conversazioni telefoniche che intercorrono tra me e Nonna Bambina e i di lei fratelli (uno stralcio dice” Vabbè ma a parte i quattrini da noi che vuoi?”).Ma non voglio istigare né al suicidio né all’omicidio quindi racconterò del mio ingresso nel fantastico mondo del catering copiando spudoratamente lo stile di un post che ho adorato e che ogni tanto rileggo pensando che c’è stato un periodo (oramai nel secolo scorso) in cui anche io ero così o almeno me lo credevo.
il catering era fissato per le 10 del mattino di sabato il countdown è partito alle 7 e 30 pm del martedì precedente.
Martedì le prime pizzette…
scena di me ,rilassatissima, che arrivo a casa e preparo il primo impasto, faccio cenare Casimira, e sempre rilassatissima, attendo che Amicasorella mi riconduca a casa Ciondolino e per ricambiarla la invito a cena e già che ci sono invito pure un amico suo che passava di lì per caso.
scena di me che controllo l’impasto e vedo che non lievita e lo rifaccio, senza accorgermi che è ampiamente oltrepassato il margine per preparare una cena edibile.
Scena del malcapitato amico che si presenta con vino e regalie per i pargoli e alla fine in quanto unico maschio maggiorenne paga anche le pizze a domicilio.
Scena di lui che controlla l’impasto e prepara l’emulsione d’olio, mentre io e Amicasorella mettiamo a letto i pargoli
Scena di tutti e tre che prepariamo le pizzette, poi le inforniamo. dieci minuti … e vabbè si è fatto tardi scendendo mi porti giù la spazzatura?
Mercoledì rustici…
L’esperienza insegna, quindi mentre l’impasto lievita e il forno si sta scaldando metto a letto i pupi. Mi risveglio di soprassalto a mezzanotte, ancora con la tachicardia preparo gli stramaledetti rustici sentendomi come il bambino del libro cuore che faceva i conti al posto del babbo la notte e poi si addormentava sul banco, e infatti la mattina successiva crollo davanti al computer.
Giovedì pizzette seconda infornata….
Oramai so cosa mi aspetta….
Scena di me che arrivo a casa, preparo l’impasto e contestualmente una moka da tre che mi sparo alle 7 di sera, faccio mangiare Casimira, poi Ciondolino di ritorno dai lupetti, li pigiamo e li metto a letto alle 9 e 30 in punto, inforno le pizzette alle 10 . Congelo tutto alle 10 e 30 e poi resto sveglia fino alle quattro del mattino con le extrasistole da caffè a vedere Downton Abbey in streaming.
Venerdì le crostate e i brownies….
Stavolta ho deciso di non stressarmi, i bimbi da nonna Speranza e io ho tutto il tempo, che ci vuole a fare le crostate? ne avrò fatte duemila e i brownies poi… macchedavvero? Prima però un goccino di vino con la mia nuova socia…dico solo che alle undici e mezza eravamo sfrante, sbronze e completamente glassate e ancora dovevemo fare la farcia per il profiterol. Ma vabbè andiamo a dormire che è tardi e domani…
Sabato il verdetto…
Mi sveglio alle sette da sola, in preda ad un misto di panico e disperazione e ansia da prestazione che non ho mai provato nella mia più che decennale carriera d’architetto, mi sembra che tutto quello che ho cucinato faccia schifo già vedo le faccine deluse, i piatti lasciati pieni, gli sguardi imbarazzati delle mamme, la piccola festeggiata con la vita segnata che racconta allo psicanalista che tutto cominciò davanti alla torta del suo quinto compleanno…Arriva la mia socia mi carica in macchina mi porta all’asilo in cui era la festa e di lì il buio … quattro ore chiusa nella cucina sottoterra che (culo fotonico!) era perfetta e fornita di ogni cosa compreso un abbattitore . Ho scaldato, farcito, composto, glassato, montato, riempito senza soluzione di continuità, ma alla fine è stato un successo, tutte le mamme tacco 12 presenti di fronte alla parola bio sono andate in solluchero, vista la consueta associazione bio-fatto di cruscapagliaerape, sembra che questo catering ne porti uno molto più interessante per prima di Natale e soprattutto mi hanno proposto di tenere un corso di “merende per bambini”.
Quindi segue….

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12 thoughts on “La prova del cuoco

  1. Mi complimento anzitutto per il risultato, per il quale non nutrivo dubbi, e in subordine per il momento alcolico, che non fa mai male, checché se ne dica. Un discreto succedaneo della moka da 3 è la lattina di Coca Cola. Sconsiglio invece notorio energy drink, che oltre ad avere un pessimo sapore le extrasistole le fa venire anche con mezza lattina.

  2. anche noi canzoni di natale youtubesche durante l’allestimento arboreo e anche io chiedo sempre con nonchalance all’ospite di scendermi la spazzatura ( cosa non esattamente contemplata dal galateo… I suppose) buoni giorni !!!! Elena

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