A cosa pensi?

Ho capito una cosa, stare male è faticoso, più di fare finta di stare bene. Le persone che stanno male alla lunga rompono i coglioni, ti costringono a fare i conti col fatto che non sai aiutarle, coi sensi di colpa, e così ho adottato un modus rispondendi (?) e quando mi chiedono “Come sta?” rispondo “così così, benino…” e si passa oltre senza dover snocciolare dettagliati bollettini medici.

Ma adesso non so più che rispondere perché un giorno sta benino ed il giorno dopo malissimo, poi forse di nuovo benino e malissimo ;così non rispondo quasi più e il fatto che non parli (nessuna nuova buone nuove?) ha creato una sorta di bolla di tranquillità (di tutti gli altri) intorno a noi. Questo fino a oggi. Adesso anche il condottiero ha capito e sta malissimo ed ha paura e e io sono accanto a lui nel nostro letto e mi guardo da fuori chiedendomi chi cazzo è questa che non piange e non ha paura o ne ha talmente tanta che non la riesce a sentire, e mi domando cosa fare e so che non posso fare un cazzo solo stare qui e accarezzarlo e promettere a lui,a me e soprattutto ai nostri figli che non perderò tempo a cercare di capire perché.
A nulla non penso a nulla.

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9 thoughts on “A cosa pensi?

  1. Il perché è un ossessione senza risposta, serve solo a far sprecare energie, che invece fai bene a dedicare al condottiero e ai bambini.
    Nei momenti peggiori si vive come dentro a una bolla, dove sembra non giunga nulla. Quello che la tua famiglia sta affrontando però lo sta affrontando insieme con tutto l’amore e l’impegno possibili e tu ne sei una testimone coraggiosa. E so benissimo che è un coraggio imposto dalle circostanze e di cui avresti fatto volentieri a meno, ma sei una donna che ne ha da vendere e adesso ho finito le parole e ti stringo forte forte.

  2. Per come la vedo io, non c’e’ una risposta bella a quel perche’, quindi fai bene a non porti quella domanda. La vita, con alcuni, e’ veramente crudele. Punto. Ci vogliono due palle giganti per mantenere la calma e non cedere alla paura. Se ci riesci, forse, e’ perche’ sai che ci sono due bambini piccoli da aiutare a crescere. Ti abbraccio forte.

  3. Certe cose accadono perchè accadono. Senza un perchè. Son dolori talmente grandi che non possono avere una causa. Non hai paura perchè c’è una parte di te che sa che non te la puoi permettere e, inconsciamente, ti sta proteggendo. Non vi conosco, però siete delle gran persone. Davvero.

  4. Ognuno ha il proprio modo per trovare almeno una parvenza di equilibrio per non impazzire, chi parla a raffica e chi preferisce il silenzio. Spesso è necessario non porsi troppe troppe domande e focalizzare pensieri ed energie sulla sola cosa che piu’ ci importa. Ti mando tanto affetto,anche se sono solo un’anonima lettrice del tuo blog.

  5. Mi fai pensare che anche io per tanto tempo ho avuto paura di chiedere. Paura di sapere. Per esempio, mia zia aveva il cancro. E’ morta a 40 anni, io ne avevo 17. Nessuno mi aveva detto nulla, la teoria di mio padre di non volermi far soffrire. Io avevo intuito perfettamente, ma tutte le vte che lei chiamava chiedevo solo come stai e alla sua risposta ‘benino’, anche l’ultima volta, che sbanfava, ho continuato a far finta di nulla. Mi piglierei a calcinculo sa sola. E tu, tu sai che noi siam qui. Abbiamo mail e anche numeri di telefono, in caso. E se hai voglia di raccontare, fallo anche con quelli che voglion solo chiedere pro forma. Cazzi loro, perdonami. È più importante che ti sfoghi tu.

  6. La verità credo è che in questi momenti pensi…pensi anche troppo
    pensi brutto
    pensi male
    pensi che fa troppo male ma soprattutto pensi che è troppo brutto da dire
    ed allora continua a scrivere tesoro, tutte le volte che fa troppo male per dirlo
    noi cercheremo di essere qui
    per cercare di prendere un po’ del tuo male
    anche se non è possibile.

    • Tesoro,la mia amichetta è uscita allo scoperto. Grazie ma non vorrei mai che ti prendessi il mio dolore,giá poterne parlare liberamente è un gran conforto per me e un peso sufficiente per te

  7. concordo ..è più importante che ti sfoghi tu. o almeno, anche tu. e sì la paura paralizza. io purtroppo non ne ho mai provata tanta come in questi ultimi due anni. e il perchè quando me lo sono chiesta mi ha fatto ancora più male. anna

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