Quello che so e quello che non so (pausa autoreferenziale)

So sfruttare al meglio gli spazi del tuo appartamento in modo da farci entrare più cose possibile o almeno quelle che realmente desideri avere.

So farlo in modo che per entrare in bagno tu non debba chiudere la porta dell’armadio o passare per la cucina.

So fare in modo che quando tu entri in una stanza l’interruttore non sia dietro la porta o dietro un armadio, che quando apri il rubinetto  esca l’acqua , che i pensili della cucina siano accessibili anche se non sei una pallavolista.

So passare ore ed ore sia all’ikea che da roche bobois, per decidere di comprare un cuscino invece che un divano.

So cambiare l’efficienza energetica del tuo appartamento per farti spendere meno.

Ma….

Non so intuire che quando dici color ocra per il soggiorno in realtà vuoi dire indaco.

Non so risolvere i tuoi problemi di coppia e soprattutto non intendo accollarmene la responsabilità, e no non credo siano dovuti esclusivamente alla posa delle piastrelle del bagno.

Non so trasformare una camera di 11 metri quadri con una finestra in due stanze con bagno passante tutti e tre finestrati, senza farti andare in galera ed essere radiata dall’albo.

Non so considerare seriamente i pareri di : cugino diciottenne geometra, zio novantenne perito industriale, muratore età indefinita ex sarto in romania, mamma settantenne casalinga sull’opportunità di abbattere un muro portante.

E soprattutto….

Non so stare otto ore filate con quattro belve scatenate per cercare di fargli fare un plastico per la scuola senza rischiare di ucciderli!

IMG_1988

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6 thoughts on “Quello che so e quello che non so (pausa autoreferenziale)

  1. Tu ti stai seriamente candidando alla santità!!!

    PS: ma come? Lo sanno tutti che bisogna fare il corso di aggiornamento lettura del pensiero del cliente, in certe professioni 😉

  2. Quella dell’interruttore non e’ scontanta. Ho tolto tre porte proprio perche’ o l’elettricista o il falegname (mi rifiuto di pensare che sia stato l’architetto) hanno cannato alla grande. Tutte le volte che devo accendere la luce, mi viene una rabbia……

    Maremma, ma ancora fanno fare i plastici? 8 ore, 4 bambini? Ma che se’ grulla davvero??? Detto da una la cui mamma e’ architetto, ex prof.ssa di educazione tecnica. Praticamente noi mangiavamo plastici al posto del pane.

    • Infatti non è scontata ,non ci sono esami che ti insegnano le cose utili,progetti grattacieli, nodi autostradali ,aeroporti, centri polifunzionali ( io ci ho fatto tre esami sui centri polifunzionali e ancora non ho capito cosa siano ) ma ci fosse un esame ” come mettere le prese in un appartamento” o “come evitare figure di merda con il capomastro scambiando un sacco di terriccio per le piante con uno di cemento”.

  3. Io vivo con un uomo (geometra) cui è stato chiesto, testualmente, ‘mi faccia una sala da pranzo grande abbastanza da starci un camion’, l’uomo gli ha chiesto se doveva passare anche dalla portafinestra. Ma l’individuo non colse l’ironia. L’uomo dice che è in atto una degenerazione e i clienti, mediamente, son sempre più pirlidi. Confermo altresì la tendenza a considerare il professionista come un terapeuta di coppia. L’uomo, in quei momenti, oscilla tra l’imbarazzato e il basito.

  4. ahahah certo che tra ocra e indaco ce ne passa, faglielo sapere, chiunque sia!
    ps. Roche Bobois, che meraviglia….ogni tanto mi incanto a guardare le vetrine e sogno….vorrei entrare per guardare meglio ma i commessi sono avvoltoi che mi squadrano come se (e lo sono!!) fossi una povera stracciona! 😛

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