Quando dopo una giornata di lavoro dicevo “sono distrutta”

Esempio di una mia giornata tipo negli ultimi due anni, la giornata di ieri.
ore 7.00 suona la sveglia, Casimira è già mezz’ora almeno che mi ulula direttamente nel timpano “mamma latte!!!” Io comunque convinta “mamma tigre” non cedo fino alle 7 e cerco di blandirla facendola giocare con l’Ipad.
ore 7.15 tutti a tavola; latte a Casimira con biscotti Plasmon, latte a Ciondolino con miele e biscotti al cioccolato, latte ai gatti con kitten 36 “mi raccomando non mangiano altro” (ce credo! costa quanto i biscotti plasmon + le pseudogocciole della coop di Ciondolino).Per miracolo azzecco le associazioni e tutti mangiano. Caffè.
ore 7.45 vestizione di entrambi i bambini, Ciondolino in realtà si veste da solo ma con una lentezza esasperante quindi va incalzato incessantemente.
ore 8.00 arriva Mimì tre hurrà per lei! corro sotto la doccia e mi vesto in circa 15 minuti.
ore 8.15 suona la sveglia che dice USCIRE! Mi sto finendo di vestire, metto le prime scarpe che trovo, urlo a Ciondolino di fare presto. Bacio tutti compresa Mimì. Usciamo.
ore 8.25 Corsa fino alla fermata dell’autobus, che miracolosamente arriva quasi sempre quasi subito, in autobus io e Ciondolino di solito tubiamo tipo fidanzatini, oppure giochiamo a chi vede più macchine rosse, o (ultimamente) ripetiamo le tabelline.
ore 8.30/35 arrivo a scuola addio straziante sulle scale, mamme. Caffè.
ore 9.00 mi avvio lentamente allo studio dove, nella mia vita precedente, nessuno mi ha mai visto prima delle 10 e mezza (se devo essere una partita IVA tutta la vita almeno entro ed esco quando mi pare).
ore 9.10 arrivo allo studio dove spesso non è arrivata manco la segretaria, comincio a lavorare, leggo la posta, organizzo il lavoro col mio capo che è un altro mattiniero.
ore 9.45 arrivano i miei amichetti di studio,caffè due battute e si comincia a lavorare sul serio.
da quest’ora fino alle 16.00 ,ora in cui me ne vado di solito trafelata e con qualche collega che ,inesorabilmente a quest’ora, mi deve comunicare informazioni di importanza vitale, lavoro.
ore 16.30 Riprendo Ciondolino a scuola, torniamo a casa a piedi di solito con qualche altro/a amichetto e mamma allegata, conversazione tipo: maestre=mostri, dammi la mano!, colf= ladre, non toccare!, suocere=zoccole, non correre!, mariti=pezzi di merda, smettila! (ecco ora sto un po’ esagerando,non è sempre così, ci sono molte mamme/amiche carine e intelligenti solo che ieri mi è capitata la passivo aggressiva).
ore 17.00 arrivo a casa stremata dalla conversazione alla quale ho partecipato con massimo tre sillabe , Casimira mi “sente” da prima che prenda l’ascensore e comincia a piangere.
ore 17.15 merenda e compiti. Ieri compiti di storia: Intervista telefonica a Nonna Speranza (in quanto reperto archeologico suppongo).
ore 18.00 Ciondolino scortato da Mimì va alla riunione dei lupetti.
ore 18.05 Casimira viene messa nella vasca da bagno e lì dimenticata fino a che:
l’acqua non diventa a temperatura ambiente,
metà di detta acqua ,debitamente saponata e spesso pisciolata, non viene bevuta con le tazzine in dotazione al reparto “giochi da bagnetto”.
la cena non è pronta.
ore 18.40 Casimira fresca di bagnetto, profumata di talco, col pigiamino pulito fa la cacca (ieri sciolta).
ore 18.45 finalmente, una volta provveduto a rinfrescare la fanciulla, la schiaffo sul seggiolone davanti alla mai abbastanza benedetta televisione e segnatamente a Peppa pig.
ore 19.00 Casimira, contrariamente al solito, mangia svogliatamente. Le vengono proposti molteplici menù, che rifiuta sdegnosamente.
ore 19.30 L’arcano si svela, Casimira dà un colpetto di tosse e comincia a rimettere tipo esorcizzata, nuovo cambio ,coccole, visione abbracciate strette strette di una puntata dei Teletubbies.
ore 20.10 CAZZO! Accidenti Ciondolino! porto Casimira sul letto con il papà ed esco a precipizio, macchina, lupetti, mamme dei lupetti, Ciondolino felice ed accaldato dopo la festa per i nuovi “cuccioli” entrati nel branco.
ore 20.30 Rientro a casa, doccia veloce al lupetto che effettivamente ha un certo odorino di cane bagnato, Casimira nel frattempo è crollata sul nostro letto.
ore 20.45 Tutti a tavola, i gatti fifoni si avvicinano, la serata sembra tornare in modalità “moderato sbattimento”.
ore 9.00 Casimira entra in soggiorno urlando completamente coperta di vomito, i gatti fuggono terrorizzati, il Condottiero bestemmia nel constatare le condizioni del nostro letto.
ore 9.40 bambini davanti alla televisione in totale contravvenzione di tutte le regole della casa, letto disfatto e rifatto, tutto in lavatrice compresi i cuscini, ci avrei messo anche Casimira ma il dannato istinto materno me l’ha impedito.
ore 10.00 bambini a letto, metto il collirio al gatto piccolo, faccio l’iniezione al Condottiero e l’ultimo pensiero prima di collassare è che tutto questo un giorno mi mancherà.

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13 thoughts on “Quando dopo una giornata di lavoro dicevo “sono distrutta”

    • In effetti ancora non sento appieno il senso di amore nei loro confronti che dovrei provare, anche perché riesco a stento ad intravederli mentre si danno alla fuga, ma non dispero.

  1. Si, cagano sempre DOPO. Li programmano così. Alle 20.10 se hai detto solo CAZZO, sei davvero una gran donna. Il momento ore 9.00 lo scorso anno lo ripetemmo nella stessa sera ben sette volte. Peccato che l’influenza l’avessimo presa pure noi. Alle 2.30 sfinita dal vomito e dalla dissenteria (sua e nostra) mi sono addormentata sulla tazza del water.

  2. Meno male che a un certo punto hai smesso di bere caffè. Io la stessa energia la prendo dal cioccolato, non so cosa sia peggio 😉
    Quando ho letto che hai preso i gattini hai avuto tutta la mia solidarietà: i gatti ti fregano sempre, sono adorabili e simpaticissimi, li amo….ma il mio ormai è un Higlander….ha 13 anni e scoppia di salute, ma, da quando ho il bimbo piccolo mi da quel tanto di lavoro in piu’ di cui farei volentieri a meno: in estate si puo’ fare snowboard in casa sulla coltre di peli, e poi, sistematicamente, si mette a vomitare o mentre mangiamo o poco dopo che ho pulito i pavimenti e mi ritrovo a pensare: Ma non sarebbe ora di passare a miglior vita?!

  3. la mia gatta, ops cioè la mia ex gatta perchè è rimasta da mia mamma, ha 20 anni, scoppia di salute…ha solo qualche problema con i salti oramai anche perchè la panza non la aiuta.la situazione vomito l’abbiamo vissuta neanche un mese fa,tutti e 3.contemporaneamente e tu pensa che il nano di casa, 27 mesi, mentre io ero spiaggiata sul divano, ha alzato i pantaloni della mia tuta visto i peli e detto:”mamma peli blehhhhhhhhhhh”.dolce no?anna

  4. Qui da noi siamo in piena guerra gattica. La nuova gatta contro la veterana. Assistiamo a scene e battaglie incredibili, che dobbiamo sedare necessariamente.

    • Ho appena avuto uno scontro di carattere gattoeducativo col condottiero perchè hanno rotto un bicchiere e mangiato e leccato tutta la crosta del pancarrè home made appena sfornato e non li ho voluti picchiare.

      • Picchiare i gatti non serve a nulla, s’indispettiscono ancor di più. Bisogna usare un tono di voce alto, deciso, seguito da un rumore come può essere un battito di mani o lo scuotere un barattolino di metallo con dentro delle pietre, accompagnando il tutto da un sonoro NO! Così si spaventano e associano il NO a qualcosa che fa loro paura, ma ci vuole un po’ di tempo, perché i gatti hanno una memoria a breve termine molto ridotta e occorre rimproverarli mentre stanno facendo qualche marachella, altrimenti non associano il rimprovero alle loro azioni e non capiscono il perché.

        Breve estratto di psicologia dell’educazione gattica…

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