Cattivissimo me

Sono cattiva perché non piango abbracciata a Nonna Bambina anzi le parlo solo se strettamente necessario.
Sono cattiva perchè ho formalmente eliminato dalla mia vita il “padre” biologico del condottiero del quale ora elencherò delle perle:
Io a due mesi dal parto, il condottiero fresco di diagnosi di possibile sarcoma, commento di papi :”almeno ti dimagrirai”.
Un mese dopo, Natale, Casimira mesi tre, diagnosi in attesa di conferma, io non preparo il solito pranzo di natale per 15 persone per stati di panico incontrollati, ma una misera merenda pomeridiana, commento : “se lo avessi saputo non avrei rimandato la partenza per la montagna”.
“Papá puoi accompagnarmi a fare la chemio che non mi reggo in piedi? ” “Si però prendi la metro fino a casa mia ( due fermate dall’ospedale). Continuerei ma poi potrei sembrare meno cattiva.
Sono cattiva perchè non ho mandato i bambini in vacanza a settecento chilometri da casa soli col ” nonno” di cui sopra e sua moglie. Il fatto che detti bambini sti due non sappiano manco chi sono non costituisce attenuante.
Sono cattiva perché non capisco come mio fratello e sua moglie possano giustificare il fatto che in due anni non abbiano mai portato Ciondolino con loro e le bambine un pomeriggio al cinema o al parco o anche solo a casa loro a fare merenda.
Sono cattiva perchè non ” permetto agli altri di aiutarmi ”
Sono cattiva perchè non piango abbastanza.
Perchè non ho abbastanza paura.
Perchè non mi sento abbastanza sola.
Sono cattiva, MUAHHHHHAAAH! E posso solo peggiorare perciò statemi fuori dai coglioni.

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L’informatore medico for dummies

A tutti quelli che mi propongono cure alternative ,amici medici, aloe,di bella,simoncini,huston, essiac, centri di cure palliative, e via dicendo… grazie! ( non dico a buon rendere più per educazione che per intima convinzione) . Capisco che vogliate rendervi utili ma tutto quello che si può fare viene fatto e l’unica cosa che possiate fare voi è fidarvi e tacere.

Mimì

rosa e mimiBW
Mimì è arrivata vestita come una scolaretta dei campus americani anni’60, gonna a pieghe blu e camicia bianca col fiocco. Il Condottiero doveva iniziare la chemio e non poteva occuparsi dei bambini come era stato finora nella nostra anomala famiglia, io avevo finito da tre mesi la maternità e i soldi e quindi dovevo tornare al lavoro e quindi Tata per Casimira.
L’unica altra breve incursione nel mondo delle tate risaliva al 2006 quando Ciondolino aveva un anno e non lo avevano ovviamente preso al nido, trattavasi di una peruvianina piccina picciò tanto dolce ma che ogni mattina gli faceva un rito tipo benedizione con un uovo in mano per scacciare gli spiriti maligni e un giorno è scomparsa nel nulla.
Quindi questa volta ,sotto consiglio delle amiche “mamme con tata”, abbiamo fatto dei provini. Si sono presentate alle selezioni di Tfactor tre aspiranti tate; una italiana molto carina ,laureata in storia dell’arte, automunita, tra due mesi mi sposo e vado in viaggio di nozze un mese in Venezuela, il sabato non posso mai, non lavo, non preparo da mangiare, l’altro bambino non voglio neanche sapere come si chiama. Grazie ciao.
La seconda era di Capoverde, caldamente raccomandata da una mamma con una storia molto simile alla mia e aveva veramente tutte la carte in regola quindi un po’ mi vergogno a dire che non l’ho più richiamata perché raramente nella vita avevo incontrato una “gnocca” di tal fatta e trovarmi tutte le mattine Naomi Campbel in casa mi metteva una certa ansia da prestazione.
La terza era Mimì, dal Ruanda, che piano piano col suo candore miracolosamente intatto dopo un’infanzia segnata dal genocidio, con la sua voglia di sapere, di capire, di aiutare si è inserita nella nostra famiglia crescendo di fatto Casimira e conquistando completamente Ciondolino.
Caro Calderoli sei un pirla e soprattutto non sai cosa ti perdi!

Per dire …onoreficenze sul campo

Il condottiero parla, il che per un uomo in generale e per lui in particolare è una fresca novità, io ascolto.
Non è che la cosa in sé sia degna di nota sennonché da diciotto anni a questa parte io parlo e lui ascolta ( o almeno mi guarda emettendo mugolii o monosillabi che a suo parere dimostrano che mi sta ascoltando). Ora i ruoli si sono invertiti, io veramente non ho più parole e lui non vuole lasciare cose non dette e allora?
Allora ieri mi ha detto brava.

Dovere di cronaca

Siamo di nuovo a Bologna, in attesa dell’operazione che dovrebbe rimettere in ballo il condottiero.
Sono nell’ennesimo bar d’ospedale, a mangiare il mio panino aspettando l’orario di visita ridicolmente breve e penso all’assurdità di quanto mi ha appena detto l’infermiere che mi ha mandato fuori dalla stanza.”signora deve uscire” “ma mio marito sta molto male e siamo soli in stanza ! ” “Si ma le altre ( mogli,madri,figlie) si sono lamentate perché lei sta ancora dentro”. Ah!
L ‘infermiere poteva rispondere alle “altre” che il condottiero sta male e molto e che questi potrebbero essere gli ultimi giorni insieme e non credo che nessuna delle “altre” avrebbe invidiato i miei privilegi e i dottori che vedono i parenti come il fumo negli occhi si dovrebbero leggere sta roba qui
Perchè curare non significa solo dare medicinali,operare,misurare e finora di medici che curano ne abbiamo incontrati pochini.
Questo è quanto avevo scritto mercoledì, da allora le cose son cambiate non ci sono più le condizioni per operare e ognuno ci legga quello che riesce, io da parte mia non so se e cosa scriverò.
Si tenta un’altra strada ancora più in salita.

E comunque….

Questa la devo raccontare con le dovute premesse.
Allora premesso che:
Io sotto stress mi gonfio come una mongolfiera,
Da quando sono rientrata al lavoro non mi trucco, porto sempre gli occhiali,spesso non mi pettino per farla breve sono un cesso.
Da quando Ciondolino ha ricominciato la scuola mi metto la prima cosa che trovo purchè sia larga, lunga e più possibile vicina a un burqua (?).
L’altro attore della storia è una tipa , peraltro molto gentile, che normalmente definirei non molto sveglia ma nell’attuale stato di incarognimento è più giusto definire lo scemo del villaggio del mio studio.
Fine delle premesse.
Io e la tipa di cui sopra ci incontriamo davanti al bagno diciamo nell’antibagno delle femmine, zona che nel mio studio governato da tre omacci poco attenti alle robe da femmine ospita anche il plotter il frigo e la macchina del caffè, per dire la privacy.
Lei malgrado fosse al corrente della nostra situazione, del fatto che il condottiero si sia sparato un anno e mezzo di chemio,e non ultimo, del fatto che io abbia oramai 44 anni, mi guarda e mi fa ” Non sarai mica incinta?” .
Mi sono limitata a mandarla a cagare, ma l’avrei menata volentieri.

Assunta taxi

Questo è un post di ringraziamento, alla signora tassista che ieri sera mi ha raccattato sotto allo studio mentre aspettavo l’autobus (che non sarebbe passato perché erano le 9 ma non me ne ero resa conto). Che mi ha incautamente chiesto se volevo prendere il taxi o buttarmici sotto vista la faccia che avevo e si è sorbita un mini agghiacciante riassunto della nostra guerra, che poi mi ha fatto ridere, che mi ha chiesto i nomi dei bambini e mi ha detto quello di sua figlia,che non voleva essere pagata e che mi ha dato il suo numero di cellulare per chiamarla anche solo per parlare.
Una come lei pareggia i conti col post qui e rende la guerra ancora affrontabile.