Ti faccio pena? Sapessi tu a me

Certo non si può dire che sia stata una bella estate con l’ecatombe di parenti,con questa sensazione che non ne usciremo mai più ,a vedere il Condottiero soffrire senza avere la forza di piangere a chiedersi che succederà, come farò a spiegarlo a Ciondolino, come cazzo farò ,come cazzo faremo, certo che ti faccio pena, faccio pena anche a me rileggendomi.
E tu che ti mi mandi il messaggino, per poter dire che non te ne sei strafottuto tutta l’estate ” come va? Come vanno le vacanze?”.
E tu che al mare mi parli male per tutto il tempo della tua migliore amica?
E tu che al telefono mi dici che i valori sono un disastro ma non incompatibili con la vita?
E tu che hai insegnato a tuo figlio a pensare sempre prima a se stessi così che di fronte alla richiesta di Ciondolino di condividere un pacchetto di patatine poco ci manca che si strozzi pur di non dargliene nemmeno una?
E tu che in otto anni di vita di tuo nipote non lo hai mai portato al parco, al cinema a un giardinetto in bici a pattinare e poi ti stupisci se neanche sa di avere un nonno?
E tu che dopo quarant’anni che quest’uomo ti ignora,ignora tuo figlio, ignora chiunque si aspetti un minimo di affetto, continui imperterrita con quest’ebete difesa dell’indifendibile?
E tu che parcheggi nei posti per i disabili?
E tu che ogni cazzo di volta che il condottiero fa il biglietto alla stazione per tornare da Bologna dopo la terapia non vedendo sedie a rotelle o stampelle ti incazzi perché lo fanno passare avanti?
E tu che ti siedi tranquilla nei posti riservati sull’autobus e smanetti incurante il tuo iphone e non c’è vecchietta, donna incinta,mamma con bambino che ti smuova?
E infine io che ogni volta che torno in reparto é peggio, c’è un bambino sempre più piccolo sempre più malconcio e mentre prima non riuscivo a non piangere ora non sento più niente.

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One thought on “Ti faccio pena? Sapessi tu a me

  1. Hai ragione. Stai facendo un viaggio da incubo, in un incubo vero, e ci mancano solo gli stronzi intorno. Ma purtroppo, di stronzi ce n’è un mare, solo che a volte non si ha più voglia di sopportarli.

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