Natale

C’era una volta, prima della guerra, quello che per me era il periodo migliore dell’inverno: Natale e soprattutto i preparativi del Natale. Il condottiero mi ha sempre preso in giro per questa mia infantile passione per alberi, presepi, biscotti e regali che l’arrivo dei figli mi ha permesso di sfogare quasi senza freno. L’anno scorso il Natale ė stato uno strazio, la guerra era appena stata dichiarata e io ero totalmente in preda al panico con Casimira minuscola e Ciondolino che reclamava attenzioni, però ancora non avevamo la diagnosi certa e non sapevamo che ci aspettava. Quest’anno il Natale ė arrivato sotto le bombe e io paradossalmente nel periodo prenatalizio sono stata “meglio” quindi via di decorazioni, regali, biscotti e così ė andata benino fino alla vigilia, ma ieri ė stato terribile.
Questa dichiarazione merita un inciso, anche ieri c’erano Nonna Speranza e alcuni alleati, ma non è bastato anche se ha aiutato …. Molto. E così anche il Natale è diventato una giornata di merda,amen.

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Il fronte si sposta a Bologna

Dopo le dimissioni del Condottiero, e una frenetica settimana di consultazioni mediche tra Roma e Bologna la linea del fronte si sposta a Bologna, qui non ci sono più le condizioni per continuare a combattere:la dottoressa che avrebbe dovuto essere il nostro riferimento dopo aver genericamente parlato di fallimento della cura si è elegantemente sfilata….. ma a Bologna ci hanno detto che la cura non ha fallito; tutt’altro, anzi ha funzionato altrimenti forse non staremmo ancora a parlarne…e quindi che fare? Continuare con uno di cui non ti fidi non ha senso e quindi bisogna fidarsi di questo… e se sbagliasse? Il dubbio e la sensazione di non stare facendo abbastanza sono l’altro nemico con cui combatto quotidianamente. Mammamia!! Come rimpiango la sensazione di inadeguatezza quando non accompagnavo Ciondolino ai giardinetti o non rimanevo a studio fino a tardi, ora con una sensazione e un consiglio ci si gioca la pelle…!!!

Il primo

Il primo faceva il panettiere in un posto di mare, lo abbiamo conosciuto al primo ciclo di chemio eravamo un po’ spersi, un po’ spaventati ma ancora nella fase spavalda di chi non sa che cosa lo aspetta, lui era già segnato dalla malattia ma ancora fiducioso,con tanti fratelli accanto venuti apposta dalla Sardegna, ci hanno parlato di una famiglia unita ,molto numerosa di cui lui era un poco il patriarca, mi ha spiegato come si fa il pane.
Tra le chiacchiere da compagni di stanza è uscito fuori che allevava tartarughe, nella sua terrazza sul mare ne aveva più di trenta…io ho sempre desiderato una tartaruga per Ciondolino e gliel’ho detto ,il giorno dopo la moglie in una scatola da scarpe ci ha portato Chig… Nato da tre mesi che ora dorme accanto al letto del suo nuovo padroncino in un vaso da fiori con una lampada UWA che gli impedisce di andare in letargo perché é troppo piccolo.
Se ne è andato a luglio, suo figlio studiava medicina ma ora gestisce la panetteria, chissà se tornerà a studiare o se farà il panettiere …

La prima Alleata

Il Dday, quando l’ecografista(?) disse al Condottiero di correre a farsi una risonanza, il Condottiero frastornato andò come sempre a prendere Ciondolino a scuola (1elementare), e per caso incontrò la mamma di un amichetto del nido, che vedendolo stranito gli chiese che avesse, il Condottiero le raccontò dell’ecografia nefasta e uscì fuori che lei conosceva il dottore che l’aveva fatta e che guarda caso lei ,fisico nucleare, lavorava come tecnico radio terapista in uno degli ospedali, fu così che il condottiero fece quel pomeriggio stesso la risonanza ed ebbe il referto ed il consiglio di correre a Firenze quello stesso giorno e recuperò tempo prezioso. Da allora ogni volta che c’è bisogno di una tac o di una risonanza d’urgenza la mamma fisico nucleare ci aiuta a farla nel più breve tempo possibile. Si merita il titolo di Prima alleata e la mia eterna gratitudine.

Ricorrenze

Ieri era un anno dall’inizio della guerra, Casimira non aveva ancora tre mesi, il Condottiero aveva da un mesetto un bozzo sul polpaccio, una contrattura probabilmente, vabbè meglio fare un ecografia, da quella ecografia il tempo ha subito un accellerazione esponenziale, il radiologo ha detto che era urgente fare una risonanza, dalla risonanza subito hanno capito che non c’era da stare allegri e lo hanno indirizzato a Firenze, al Careggi ,da Capanna….tutto in un solo giorno.
Io non ho saputo nulla fino alle otto di sera,avevamo a cena un amico con le figlie e il Condottiero non tornava…ero avvelenata, l’ho chiamato 20 volte e gliene ho dette di tutti i colori. Quando finalmente si è presentato e mi ha detto che cosa era capitato ho sentito chiaramente che il mio cuore si era spezzato, come nei romanzi di Liala ma ancora oggi non saprei descrivere diversamente la sensazione che ho provato.
L’amico è stato bravo ci ha detto di non preoccuparci, ci ha fatto ridere, non l’abbiamo più visto.

Cose che proprio non capisco

Ci siamo sempre voluti bene tanto, certo ti ho menato fino a che non sei diventato il doppio di me e me le hai ridate con gli interessi.
Abbiamo attraversato insieme quella che ,fino ad oggi per me e spero per sempre per te ,ė stata la parte più brutta e triste della nostra esistenza …suonando insieme la chitarra, prendendo in giro mamma, ridendo alle battute cretinissime di “balle spaziali” e citando quasi integralmente Sordi e Verdone, abbiamo bevuto (tu di piú) e fumato ( tu sempre di più ma io meglio) ,insieme ci siamo ubriacati e ti ho coperto mille sbronze. sono andata a parlare con i tuoi professori e ti ho ripetuto tutto l’esame di storia dell’arte contemporanea, abbiamo giocato milioni di partite a ping pong, e poi a tomb rider . Ci siamo innamorati quasi contemporaneamente e abbiamo avuto i figli contemporaneamente.
Ma tu non ci sei più, da tanto ormai che quasi non fa più male, però …quel messaggino ” E’ andata bene ti occorre qualcosa?”…. Mi occorre mio fratello quando lo senti digli che lo aspetto